Operazione T-Mobile: At&t rilancia sulla forza lavoro

LA CONTROPROPOSTA

La telco al contrattacco promette di riportare negli Usa le attività di call center attualmente esternalizzate all'estero se la Fcc e il dipartimento di Giustizia approveranno l'acquisizione. La partita vale 5mila lavoratori

di Patrizia Licata
Messa alle strette dal regolatore antitrust, At&t, desiderosa di portare a termine l’accordo per l’acquisizione di T-Mobile Usa, ha fatto sapere che riporterà negli Stati Uniti 5.000 posti di operatori call center wireless che aveva dato in outsourcing all’estero.

At&t ha garantito anche che, se le autorità che vigilano sulla concorrenza daranno il disco vede al mega-merger da 39 miliardi di dollari, non effettuerà più tagli sugli occupati nei suoi call center per i clienti mobili. Ma, ha sottolineato il portavoce Brad Burns, i posti di lavoro torneranno in America solo se la U.S. Federal communications commission e il Department of Justice approveranno il takeover.



Il carrier statunitense sta cercando in tutti i modi di arrivare a una conclusione del deal, nonostante le feroce opposizione dei concorrenti, tra cui Sprint Nextel, e di alcuni deputati. Nel frattempo una commissione della California sta esaminando l'offerta di At&t per le licenze mobili di Qualcomm (che la telco ha proposto di comprare per 1,9 miliardi di dollari) e questa transazione sarà considerata contemporaneamente con l’accordo per T-Mobile, il che potrebbe ulteriormente rallentare il processo di approvazione della mega-acquisizione.



02 Settembre 2011