Fitce: "Senza banda larga l'Italia non ha futuro"

L'ALLARME DEGLI ESPERTI

L'associazione degli ingegneri delle Tlc lancia l'allarme: "Manca una cultura della Rete. Indispensabile raccogliere la sfida dell'innovazione"

di F.Me.
Senza la banda larga e una cultura della Rete l’Italia non ha futuro. Con questo allarme, si è concluso a Palermo, il 50° Congresso Fitce, organizzato dalla Federazione degli Ingegneri delle Telecomunicazioni dell’Unione Europea in collaborazione con Aict, l’Associazione per la Tecnologia dell’Informazione e delle Comunicazioni, con Ieee Comsoc (Communication Society) e Ieee Italian Branch.

La platea, espressione del mondo dell’ingegneria delle telecomunicazioni europee, ha seguito le giornate – dai 31 agosto al 3 settembre - di congresso, durante le quali sono state affrontate molte tematiche riguardanti il futuro delle tecnologie in Italia e in Europa dal punto di vista delle imprese e dei cittadini.
150 ingegneri, 56 eventi, 12 sessioni per discutere del divario tecnologico in Europa e per cercare insieme soluzioni che consentano di oltrepassare le barriere territoriali e culturali, garantendo una fruizione universale dei servizi e una facile accessibilità agli stessi da parte di tutti i cittadini.

Momento centrale della giornata conclusiva è stata la tavola rotonda che ha visto la partecipazione dei principali soggetti pubblici e privati in ambito telecomunicazioni. Tra gli altri: Millie Banerjee (Senior UK Telco Consultant), Roberto Saracco (Telecom Italia), Panos Exarchos (Ote), Fulvio Margherita (H3G), Salvatore Lombardo (Infratel Italia e ministero dello Sviluppo Economico) Alessandro Busacca, (Università di Palermo).
In questa sede è emersa la necessità inderogabile di promuovere uno sviluppo tecnologico uniforme su base europea, sia dal punto di vista territoriale che generazionale. Solo così il Vecchio Continente potrà mostrare competitività sul piano della crescita con gli altri blocchi continentali, in particolare Usa e Cina.

La competitività sul versante delle infrastrutture di rete dovrà essere la sfida per imprese e istituzioni pubbliche. Anche le tecnologie mobili sono pronte ad offrire capacità significative di larga banda per l’accesso alle infrastrutture informatiche. “Il problema da affrontare nell’immediato appare tuttavia quello dell’alfabetizzazione informatica, purtroppo ancora scarsa nel nostro Paese – ha commentato Andrea Penza, Presidente Fitce - L’Italia è il Paese con la maggiore densità di utilizzo del telefono mobile, mentre risultano molto meno diffusi e utilizzati i pc a livello domestico. Ciò testimonia il ritardo della cultura tecnologica nel nostro Paese”.

Il congresso di Palermo ha riaffermato la centralità della Sicilia quale “culla” del Mediterraneo anche in ambito tecnologico. La riflessione mondiale della Fitce su questi temi proseguirà nei prossimi mesi con incontri in varie località europee ed extraeuropee, mentre il prossimo congresso internazionale si terrà a Poznam (Polonia) dal 29 agosto al primo settembre 2012.

La kermesse è invece stata aperta da Andrea Penza, Presidente di Fitce, che ha voluto sottolineare l’importanza dell’evento per lo sviluppo delle telecomunicazioni in Italia e in Europa e il ruolo della stessa come fabbrica di idee per lo sviluppo delle tecnologie su base planetaria. “L’Ict fa ormai parte del tessuto della nostra società, non è più possibile trascurare le nuove tecnologie e rimanere bloccati nel passato – ha sottolineato Penza - La permeabilità di internet e la banda larga sono lo strumento essenziale per la crescita sociale del Paese. Ormai è inconcepibile fare a meno di una banda larga e di un accesso a informazioni on line a copertura totale. Questo Congresso nasce, infatti, con lo scopo di sottolineare l’importanza della banda larga, ormai un strumento ritenuto indispensabile. Al giorno d’oggi, chi non possiede un accesso alla rete a larga banda rischia di rimanere socialmente”.

A seguire il Presidente di Aict, l’Associazione per la Tecnologia dell’Informazione e delle Comunicazioni, Maurizio Mayer che ha voluto marcare l’importanza delle assise a livello internazionale: “Un Congresso partito con il piede giusto, sotto tutti gli aspetti. L’affluenza di partecipanti da tutta Europa ha dimostrato ancora una volta come il tema delle telecomunicazioni sia cruciale ed in evoluzione per tutti i paesi dell’Unione Europea. Il confronto e lo scambio di idee sono da sempre il nostro punto di partenza per raggiungere soluzioni che aiutino a migliorare la società”.

Durante la cerimonia, è intervenuto anche Francesco Vatalaro, presidente della Ieee Italy Section, partner dell’evento. Vatalaro, nel suo intervento, ha sottolineato l’importanza della sinergia appena avviata tra la Fitce e la Ieee in un dialogo virtuoso e finalizzato alla crescita della cultura dell’innovazione tecnologica.

Roberto Viola, segretario generale dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha voluto sottolineare quanto la comunità internazionale degli ingegneri è divenuta necessaria in questa delicata e difficile fase storica. “Nel periodo storico che stiamo affrontando l’apporto delle tecnologie e delle comunicazioni diventa fondamentale anche sotto il profilo economico – ha continuato Viola – Le sfide che ci attendono saranno molte e la rete internet sta diventando sempre più uno strumento essenziale, soprattutto se collegata al bisogno di accessibilità dell’intera popolazione e se si pensa, oltretutto, all’efficacia del suo funzionamento”. Inoltre, sempre secondo Viola, le Autorità delle telecomunicazioni dell’Unione Europea dovrebbero razionalizzare tutte insieme il sistema, fissando una data comune per la liberazione delle frequenze, attraverso negoziazioni e strategie sincronizzate.

Ruben Razzante, docente di Diritto della Comunicazione per le Imprese e i Media all’Università Cattolica di Milano e consigliere di amministrazione della Fondazione Ugo Bordoni, ha ribadito il ruolo della Fondazione Bordoni come organismo di ricerca e di confronto tra pubblico e privato nell’ambito delle nuove tecnologie al servizio dei cittadini e delle imprese. “C’è da sperare – ha evidenziato Razzante – che la problematica situazione finanziaria non determini un’ulteriore contrazione delle risorse pubbliche e private destinate alla banda larga e all’introduzione delle nuove tecnologie nella vita dei cittadini. Solo esse infatti possono favorire una crescita equilibrata e spalmata su tutti i settori della vita produttiva”.
Luigi Gambardella, presidente del board esecutivo di Etno, European Telecommunications Network Operators, l’associazione che riunisce gli operatori di rete delle Tlc europee, ha innanzitutto sottolineato come la necessità di colmare il digital divide, che non è da considerarsi soltanto geografico ma anche sociale, rappresenta la condizione preliminare per l’Europa a beneficio dello sviluppo della nuova economia strettamente legata alla diffusione della rete internet. E questa priorità ha contraddistinto anche l’impegno di Etno, attraverso gli investimenti in nuove reti e le iniziative di alfabetizzazione digitale.

Robert Madelin, Direttore Generale Information Society and Media (Infso) della Commissione Europea, fortemente impegnato sulla European Digital Agenda in stretto contatto con il Commissario Neelie Kroes, si è soffermato sul triplo ruolo dell’Infso per l’Europa: regolamentazione, ricerca e promozione di un uso più ampio dell’Information Society e dei Media. La missione della Direzione generale per la Società dell’Informazione e Media è quella di realizzare il mercato unico europeo, di rafforzare la competitività dell’Europa aumentando gli investimenti nella ricerca sulle Tlc e sull’innovazione e di promuovere l’accesso e l’uso delle Tlc a favore della società europea.

05 Settembre 2011