Nokia, in vista un nuovo declassamento da Moody's

MOODY'S

L'agenzia di rating boccia i risultati di Nsn, Sony Ericsson e St-Ericsson: le mancate sinergie e economie di scala richiedono ulteriori iniezioni di capitale. Prefigurando un indebolimento finanziario per le case madri: e l'azienda finlandese è la più barcollante

di Patrizia Licata
Tre joint venture europee che producono attrezzature telecom finiscono sotto la lente di Moody's e l'analisi non è incoraggiante. Per gli analisti, infatti, Nsn, Sony Ericsson e St-Ericsson avranno presto bisogno di nuove infusioni di cash e ciò potrà avere un impatto sulla posizione finanziaria delle loro parent company.

Secondo l’agenzia di rating, Nokia sarebbe l’azienda più a rischio, poiché il suo credito si è già indebolito con la perdita di posizioni sul mercato globale dei produttori di handset, e una cospicua infusione di contanti verso Nokia Siemens Networks potrebbe accrescere le probabilità che la casa finlandese venga ulteriormente declassata.

Ma Nokia non è la sola azienda a rischiare, perché come Nokia Siemens Networks anche Sony Ericsson e St-Ericsson, secondo Moody's, non sono riuscite a realizzare le sinergie e le economie di scala inizialmente promesse alle loro case madri.

"Le jv continuano a registrare scarsi, se non pessimi, risultati finanziari e di conseguenza ci aspettiamo che almeno alcune delle loro operazioni avranno bisogno di nuovo cash nei prossimi sei-dodici mesi”, scrivono in un report speciale gli analisti di Moody's Wolfgang Draack e Matthias Hellstern.

Il finanziamento aggiuntivo arriverà con tutta probabilità dalle parent company, ovvero Nokia, Siemens, Ericsson, STMicroelectronics e Sony. Gli analisti fanno notare che queste compagnie hanno di recente confermato il proprio impegno nelle rispettive joint venture, pur senza specificare esattamente in che cosa consista.

La maggior parte di queste società hanno rating stabili e accesso a cospicue somme di denaro contante, il che significa che i loro rating non dovrebbero cambiare nel breve periodo, continua Moody's. "Tuttavia, nel lungo termine, continui trasferimenti di cash metterebbero sotto pressione la loro flessibilità finanziaria se non trovano una soluzione per le loro jv”, affermano gli analisti.

"Non capiamo la logica del continuo sostegno finanziario e dove sia il ritorno sull’investimento soprattutto in un caso, quello di St-Ericsson”, che ha riportato perdire operative di 1,2 miliardi di dollari negli ultimi dieci trimestri, scrivono ancora gli autori del report.
Il denaro necessario per finanziarie le joint venture, nel corso del tempo, “ridurrà, pur se moderatamente, l’attuale forte liquidità delle aziende che le sponsorizzano”, sostiene Moody’s.

Nel caso di Nokia, poi, il potenziale impatto sul rating è maggiore: “Ingenti travasi di denaro verso Nsn ridurrebbero il rapporto tra il cash flow del core business e la liquidità del gruppo. Questo potrebbe accelerare un declassamento se il business plan della jv non viene rispettato”, secondo Moody’s.

L’agenzia ha già declassato Nokia a un giudizio “Baa2, negativo” dal precedente “A3” a luglio a causa della perdita di posizioni sul mercato dei cellulari. “Per evitare un ulteriore downgrade del rating, l’azienda dovrà dimostrare che il successo dei nuovi prodotti risulterà in dati positivi per il market share e i margini”, aveva commentato allora Moody’s.

I giudizi di Moody's sulle altre parent company menzionate sono: Ericsson (A3, stabile), Siemens (A1, stabile), STMicroelectronics (Baa1, stabile) e Sony (A3, stabile).

07 Settembre 2011