Merger At&t/T-Mobile Dt: "Break fee blindata". Ma intanto Sprint fa causa

IL CASO

La telco tedesca replica alle voci circolate ieri su possibili annullamenti del pagamento della penale in caso di fallimento del deal: la break fee, assicura, resta valida sempre. Ma la rivale americana si rivolge a un tribunale di Washington per bloccare la fusione

di Patrizia Licata
Deutsche Telekom rassicura i suoi investitori intervenendo sull’ormai complessa questione del takeover della sua filiale Usa da parte di At&t e fa sapere che il pacchetto con la penale per la rottura del contratto negoziato con la telco americana è più che blindato e si applicherà qualunque sia il motivo di un eventuale fallimento dell’accordo. Il gruppo tedesco risponde così alle notizie trapelate ieri sull’agenzia Reuters secondo cui la break fee verrebbe pagata solo ad alcune condizioni.

Un portavoce di Deutsche Telekom ha dichiarato che At&t potrebbe ritirarsi dall’accordo se le concessioni necessarie per l’approvazione dell’antitrust superassero i 7,8 miliardi di dollari; ma ha confermato che Dt avrebbe comunque diritto ai suoi 6 miliardi di dollari di risarcimento per la mancata acquisizione.

Nonostante queste rassicurazioni, però, la questione si fa sempre più complicata perché il mega-merger da 39 miliardi di dollari, proposto a marzo, incontra ogni giorno un nuovo ostacolo. Dopo la causa intentata dal dipartimento di Giustizia americano (che pure si è detto aperto ad accettare modifiche della proposta di At&t), arriva oggi la causa indetta dal carrier Sprint Nextel, avversario numero uno di un deal che ridimensionerebbe notevolmente il suo posizionamento sul mercato mobile statunitense.

L’operatore ha presentato la sua causa contro il proposto takover in una corte federale del District of Columbia con l’obiettivo di bloccare l’operazione in quanto violerebbe, dice, la legge antitrust. I documenti dei legali di Sprint parlano di “danni alla concorrenza e ai consumatori” che risulterebbero dalla transazione: secondo Sprint, infatti, la fusione dei due operatori mobili danneggerebbe i consumatori perché farebbe salire i prezzi (riducendo la concorrenza) e ostacolerebbe l’innovazione, instaurando di fatto un duopolio incentrato su At&t e Verizon, a tutto danno di Sprint e dei carrier wireless indipendenti.

Sprint, che si è opposta all’accordo tra At&t e T-Mobile Usa fin dall’inizio, ha già presentato nei mesi scorsi un esposto presso la Fcc contro l'operazione. Oggi, nella causa intentata a Washington, sottolinea: “In un sol colpo, l’acquisizione che At&t propone eliminerebbe uno dei quattro competitor nazionali e porrebbe in una posizione marginale un altro concorrente (Sprint), riportando il mercato delle telecomunicazioni indietro al duopolio degli Anni ‘80”.

07 Settembre 2011