Rim, gli azionisti tornano alla carica: "Vendete"

AZIENDE

Sale di nuovo la pressione sul board. Gli investitori della Jaguar Financial chiedono la cessione dell'azienda o lo spin off dei brevetti wireless

di Patrizia Licata
Un gruppo di azionisti, esasperato dal recente calo in Borsa del titolo della società canadese, mette Rim sotto pressione. Vendere l'azienda o effettuare lo spin-off dei brevetti wireless è l’alternativa presentata alla casa dei Blackberry dalla Jaguar Financial Corp., desiderosa di veder aumentare i ritorni degli investitori.

Secondo il Chief executive officer di Jaguar, Vic Alboini, Research in Motion dovrebbe creare un comitato di quattro o cinque direttori indipendenti per studiare queste opzioni, riferisce Bloomberg. Alboini, che non ha voluto specificare l’entità dell’investimento che la Jaguar ha fatto in Rim, sostiene che la sua proposta ha il supporto di diversi grossi azionisti che insieme possiedono un po’ meno del 5% dell’azienda canadese.

Non è la prima volta che gli investitori mettono Rim sulla graticola, chiedendo con urgenza cambiamenti strategici, visto che quest’anno le azioni hanno perso quasi la metà del valore (-47%), un riflesso della perdita di quote di mercato a favore delle rivali Apple e Google. A giugno, la Northwest & Ethical Investments aveva chiesto una separazione dei ruoli di chairman e Ceo, che oggi sono condivisi da Jim Balsillie e Mike Lazaridis.

Secondo Alboini, il consenso accordato da Rim a formare un comitato di esperti per studiare la proposta della Northwest e arrivare a una conclusione entro gennaio 2012 è stato “deplorevolmente inadeguato” e solo una “ulteriore prova che il management non vuole cambiare”. “Lo status quo non è accettabile, l’azienda non può restare così come è, è tempo per una radicale trasformazione”, secondo Alboini. “I direttori devono fare in modo di dare il massimo del ritorno agli azionisti, prima che il valore di mercato diminuisca ulteriormente”.

La Jaguar, una merchant bank di Toronto, ha forse un peso maggiore della Northwest. Sicuramente ha un management molto attivo nel perseguire gli obiettivi dei suoi azionisti: la Hudbay Minerals acconsentì nel 2009 a rinunciare alla sua acquisizione della Lundin Mining dopo che Alboini spinse gli investitori della Jaguar a opporsi all’operazione. Tuttavia la comunità finanziaria canadese non crede che la Jaguar possa avere un impatto su un’azienda delle dimensioni di Rim: “Hanno avuto successo con alcune aziende piccole e ricche di contante, ma non riusciranno a trasformare Rim”, commenta Peter Hodson della Sprott Asset Management.

Rim spera nella nuova gamma di smartphone attesi per il 2012 e costruiti sul sistema operativo Qnx per riguadagnare quote di mercato. La sua fetta sul mercato globale degli smartphone si è ridotta al 12% nel secondo trimestre, contro il 19% di un anno prima, secondo dati di Gartner. Nello stesso periodo, Apple è salita dal 14 al 18%, mentre la piattaforma Android ha conquistato il 43% del mercato.

Per Alboini il cda di Rim ha la responsabilità verso gli azionisti di considerare altre opzioni e non dare per scontato che Qnx sia un grande successo, capace di ribaltare le sorti di Rim. “Non si può puntare su un solo cavallo, bisogna diversificare gli investimenti”, dice il Ceo della Jaguar. “Il board dovrebbe chiedersi ‘Che cosa succederà se questi prodotti non daranno i risultati sperati?’ Non vogliamo che Rim si trasformai in un’altra Nortel”.

07 Settembre 2011