Lord Carter promette 2Mb a tutti entro il 2012

DIGITAL BRITAIN

di Alessandro Castiglia
Viaggia veloce la Gran Bretagna di Gordon Brown con la Banda larga ad almeno 2Megabit entro il 2012 per tutti i sudditi, anche quelli che abitano le aree più nascoste del Paese, secondo quanto promette l’atteso piano “Digital Britain” presentato dal Ministro delle Comunicazioni Lord Carter. (Scarica il testo integrale del rapporto)

In linea con il piano italiano di Paolo Romani che prevede, appunto, un minimo di 2Megabits per tutti entro tre anni, il Rapporto inglese indica due step: “Il primo – si legge – è quello del diritto alla Rete di oggi, il secondo il diritto alla Rete di domani”. Assicurare il primo significa colmare quel rimanente 15% di digital divide portando in tre anni la Banda larga in tutte le abitazioni con collegamenti sia fissi che wireless, obiettivo “confermato” del “Universal Service Broadband Commitment”. Il Secondo: “Supporto pubblico alla rete di domani, in modo che i consumatori di domani che non sono raggiunti dal mercato possano usufruire delle reti di prossima generazione. Un progetto che si estende a tutto ciò che concerne l’installazione di queste Reti. L’impegno al servizio universale e quello delle reti di Nuova generazione sono due progetti distinti – si legge nel Digital Britain – e vanno sviluppati in successione”.

200 milioni di sterline è il prezzo stimato per iniziare la definitiva copertura della Banda larga, per un mix di tecnologie che vanno dalla Dsl al Wirless al satellitare. I fondi verranno reperiti in parte da finanziamenti pubblici diretti, tramite il canone di abbonamento alla Tv pubblica Bbc – i cui introiti sono pari a 3,6 miliardi di sterile l’anno - , in parte da contributi di partner privati o provenienti da altre organizzazioni del settore pubblico, dalle regioni che beneficiano della connettività, mentre il resto lo pagheranno i consumatori attraverso una tassa su ogni linea telefonica fissa di 50 pence al mese.

Attualmente in Uk sono connesse l’80-85% delle famiglie. Il nuovo piano prevede che i due maggiori operatori - British Telecom e Virgin Media - portino la fibra ottica anche nelle campagne inglesi. Resta però la problematica legata al rapporto costi/benefici che sconsiglierebbe – dicono gli operatori – di portare la banda larga nelle zone periferiche della Gran Bretagna. Problemi facilmente superabili: “Già quest’estate – si legge infatti nel Rapporto – per il 50% delle famiglie, servite dal cavo nazionale di rete della Virgin Media Ltd, dovrebbe essere disponibile una velocità di connessione di più di 50Mbps. In più, secondo Lord Carter – “in seguito alle decisioni da parte del regolatore Ofcom che hanno fornito una maggiore certezza normativa, BT Group è stato incoraggiato - da una prima indennità di budget nel capitale 2009 e dalla necessità di rispondere competitivamente - ad accelerare i propri piani per la fibra ottica. La rete di BT coprirà così il primo milione di case”. Poi c’è anche “lo stanziamento di 100 milioni di sterline approvato nel bilancio 2009 per il programma “Yorkshire Digital Region” che fornirà un’utile prova regionale per la prossima generazione di reti digitali”.


Il progetto di Lord Carter tocca però l’intero sviluppo dei servizi che accompagnerà quello della copertura Internet, e cioè lo sviluppo entro il 2015 dei servizi radiofonici in digitale e con le tecnologie più avanzate. Entro quella data, infatti, il rapporto stabilisce la fine delle trasmissioni radio Am e Fm sostituite interamente da quelle digitali. Cambiamento questo che rischia però di abbattersi pesantemente sul gettito pubblicitario delle emittenti pubbliche come Channel4. È per questo che nascerà una partnership tra Bbc e C4 che consentirà alla seconda di avere parte dei fondi del canone. A fare compagnia al quarto canale sarà anche il network regionale Itv che godrebbe dei finanziamenti in quanto garantisce la copertura dei servizi digitali. Al capitolo operatori mobili, invece, vengono inglobati nella licenza del canone anche gli operatori mobili 3G, di terza generazione, con lo scopo di aiutare lo sviluppo delle infrastrutture della banda larga mobile.

Non ultimo viene il capitolo sulla pirateria informatica, definita “furto a scopo di lucro” e per questo “perseguita come tale attraverso il diritto penale”. Linea morbida però quella di Lord Carter e Gordon Brown che parte dal presupposto che – si legge nel Rapporto – “il Governo ritiene che ci siano evidenti prove che la maggior parte delle persone preferirebbe non violare la legge” . Per questo il primo impegno per l’Uk è “fornire un quadro che favorisca la crescita del diritto dei mercati per il download a basso costo, convenienti e di facilmente accessibili per i consumatori”. Per quanto riguarda le restrizioni vere e proprie, invece, Lord Carter prevede di delegare al regolatore Ofcom la responsabilità di notificare le violazioni del copyright, segnalare i nomi dei “pirati” per consentire ai proprietari dei diritti di rivolgersi al Tribunale, e, in caso estremo, solo di rallentare e non staccare la connessione ai recidivi.

Prossimo appuntamento per il Digital Britain la discussione per integrarlo nella legge che regola l’intero settore.

17 Giugno 2009