4G, la sfida più difficile sarà sui device

L'ANALISI

Secondo un'analisi di Idate i produttori dovranno mettere sul piatto risorse per rendere compatibili le "collezioni" in via di sviluppo con la tecnologia Lte: un processo che impatterà inevitabilmente sulle casse, ma anche sul time-to-market. E per i chipmaker si apre la caccia a nuove competenze

di Paolo Anastasio
“L’ecosistema intorno all’Lte sta crescendo in maniera costante a livello globale, con più di 200 operatori che hanno già annunciato il loro ingresso in questa tecnologia”, dice Frédéric Pujol, responsabile Mobile & Spectrum practice di della società di analisi Idate. “A fine giugno già 19 operatori avevano lanciato il servizio Lte e sono almeno altri 16 quelli che lo lanceranno nella seconda metà del 2011”.

Secondo l’analisi di Idate, i player che avranno le maggiori opportunità con l’avvento della nuova tecnologia sono i produttori di microchip, i produttori di device mobili e gli operatori di reti mobili.

Per quanto riguarda i produttori di microchip, le crescenti funzionalità dei device mobili richiederanno competenze in diverse aree. Idate vede Qualcomm, Nvidia e ST-Ericsson in cima alla lista dei top player sul fronte dei chip.

Per i produttori di device mobili, la sfida più difficile sarà la necessità di integrare al meglio il 4G nei dispositivi esistenti. Un processo che impatterà inevitabilmente in termini di tecnologie, costi, gestione dei diritti d’autore, time to market. Ad oggi, i maggiori player hanno adottato strategie diverse. Apple, ad esempio, ha adottato un approccio cauto, in attesa che l’Lte diventi una tecnologia matura per il mercato di massa. Altri vendor, come Htc, Samsung e Lg sono entrati molto presto nel mercato, allo scopo di differenziarsi e di aumentare le loro quote di mercato. Nel lungo termine, però, non consideriamo l’early adoption dell’Lte nei device come una barriera all’ingresso per i nuovi entranti.

Per gli operatori di reti mobili, i device sono un fattore chiave per la promozione delle nuove reti ultra veloci. Gli operatori dovranno fare diversi tentativi, per scegliere i device da promuovere, con quale percentuale di sovvenzione, su quale sistema operativo puntare, e con quale livello di integrazione con servizi sms e voce.

Il punto per gli operatori è da un lato rendere disponibile un range sufficiente di device per attirare potenziali sottoscrittori, dall’altro creare un mercato abbastanza ampio per spingere i produttori di device a investire in nuovi prodotti per i loro network. Finora, Verizon è stata in grado di catturare la maggior parte dei nuovi device Lte Fdd ma il quadro cambierà rapidamente, soprattutto in Asia e più avanti in Europa.

Vista la crescita dell’ecosistema Td-Lte, Idate prevede l’avvento di diversi handset multimode sul mercato nel 2012: device che integrano Wimax e Td-Lte, per consentire la migrazione degli operatori Wimax al Td-Lte. La società di analisi prevede inoltre la combinazione delle funzionalità Fdd e Tdd da parte degli operatori per facilitare il traffico internazionale in roaming.

Nella fase iniziale dell’Lte, il servizio voce viaggerà sui network 3G. Verizon Wireless sta programmando il lancio del VoLte (Voice over Lte) entro la metà del 2012.

Infine, un problema non secondario riguarda le bande utilizzate in giro per il mondo per l’Lte: negli Usa si tratta delle frequenze a 700 MHz, in Europa di quelle a 800 MHz. Inoltre, ci sono le frequenze a 1800 e 2600 MHz. Le differenze a livello regionale resteranno in futuro e avranno un impatto importante sulla crescita dell’ecosistema Lte. L’armonizzazione delle bande di frequenza a e il roaming internazionale saranno quindi i problemi maggiori da superare.

09 Settembre 2011