Tiscali licenzia a Cagliari. E mette in vendita la sede di Sa Illetta

LA CRISI

Il piano di ristrutturazione dell'Isp mira ad abbattere di 140 milioni di euro l'indebitamento, ora vicino a 200 milioni. Cassa integrazione straordinaria per 130 dipendenti della sede sarda che sarà ceduta entro l'anno

di P.A.
Tiscali incontra i sindacati e preannuncia 130 esuberi con il ricorso alla cassa integrazione straordinaria nella sede di Cagliari su circa 980 lavoratori del gruppo di tlc guidato da Renato Soru. L'azienda ha inoltre in programma la cessione della sede di Sa Illetta, allo scopo di abbattere i costi. L'obiettivo dell'azienda è la riduzione temporanea dei costi del lavoro per 7 milioni di euro.

Il piano, secondo l'agenzia Radiocor, prevede oltre alla vendita entro l'anno della sede di Sa Illetta per contribuire ad abbattere fino a 140 milioni di euro l'indebitamento, ora vicino ai 200 milioni. Nel primo semestre il fatturato di Tiscali è stato di 140,1 milioni di euro con una perdita netta di 17,4 milioni, rispetto al rosso di 12,6 milioni del primo semestre del 2010.

Le segreterie nazionali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil hanno incontrato oggi a Cagliari, insieme alle Rsu e alle strutture territoriali, l’amministratore delegato dell’azienda Tiscali.

"L’azienda ha annunciato una strategia di rilancio basata sulla crescita di ricavi connessi a nuovi servizi per rafforzare la penetrazione dell’Adsl e il mercato degli applicativi online; strategia che, come sindacato, definiamo 'ambiziosa' e che per noi dovrà essere oggetto di verifica e confronto costante. In particolare sarà necessaria la massima trasparenza da parte dell’azienda e di tutti i suoi dirigenti", dichiara in una nota Alessandro Genovesi, segretario nazionale Slc/Cgil.

"Accanto ad una politica di crescita dei ricavi, l’azienda intende inoltre procedere da un lato con ulteriori reinternalizzazioni e dall’altro con ulteriori tagli e risparmi: ci saranno 12 milioni di risparmi sulla rete, in particolare sul bitstreaming; 3 milioni su ip transit; 7 milioni sul costo del lavoro. L’azienda ha confermato inoltre la volontà di vendere l’attuale sede per circa 20 milioni di euro, al fine di ridurre l’attuale indebitamento".

"In particolare – ricorda Genovesi - i 7 milioni di risparmi sul costo del lavoro, per l’azienda sono da ricavare da un taglio di 1 milione su dirigenti e quadri e 6 milioni sulle altre aree aziendali. L’azienda ha evidenziato che per il momento la riduzione del costo del lavoro ha carattere temporaneo e per questo è orientata a tradurre tali risparmi nella collocazione in cassa integrazione straordinaria di parte del personale".

"La priorità del management deve essere il rilancio dell’azienda e la crescita stabile e strutturale della base clienti: decideremo con i lavoratori la strategie e le proposte concrete ed alternative da avanzare all’azienda e le necessarie iniziative di mobilitazione".

"Siamo ovviamente contrari a scaricare solo sui lavoratori eventuali errori o ritardi nel piano di rilancio dell’azienda; ad ammortizzatori sociali drastici che espellano dalla produzione una parte dei lavoratori. È necessario ricercare soluzioni che coinvolgano tutti chiedendo sacrifici equi ed in proporzione", conclude il sindacalista.

"Inoltre è necessario che tutti facciano la propria parte per sostenere il rilancio di Tiscali a salvaguardia dei livelli occupazionali sul territorio sardo, a partire dai soggetti pubblici (Regione) che proprio in queste settimane stanno portando avanti il progetto per la banda larga sul territorio. Risorse pubbliche che dovrebbero essere spese per favorire lo sviluppo e l’occupazione in regione".

"Soru ha speso parole importanti per l'azienda con l'obiettivo di salvaguardare la forza lavoro, puntando ad usare degli ammortizzatori come soluzione temporanea ma restano grandi preoccupazioni", ha detto Giorgio Serao, della Segreteria nazionale della Cisl.

Oggi ci saranno le assemblee con i lavoratori e presto potrebbe esserci un nuovo incontro con l'azienda. Durante l'incontro i vertici della società hanno illustrato la situazione finanziaria del gruppo e, come risulta dalla semestrale, hanno sottolineato il significativo indebitamento e la prevista riduzione dei ricavi.

Tiscali punta a un taglio dei costi, a cui contribuirebbe anche la cessione della sede di Sa Illetta a un fondo immobiliare, un progetto già preannunciato e che, oggi è stato detto, dovrebbe chiudersi entro l'anno. "Noi vogliamo a tutti i costi il salvataggio dell'occupazione - ha aggiunto Serao - e per questo bisognerebbe richiamare anche l'attenzione delle autorità locali: tra i progetti della Regione c'è la cablatura della città, un piano a cui Tiscali potrebbe essere interessata a partecipare in partnership con Telecom (il gruppo guidato da Franco Bernabè ha già degli accordi in essere, ndr) e questo - suggerisce Serao - darebbe una boccata d'ossigeno all'occupazione".

16 Settembre 2011