Romani vola in Cina. E incontra Li Ka Shing

IL DESTINO DI 3 ITALIA

Il ministro per lo Sviluppo economico vedrà il numero uno della Hutchison Whampoa, proprietaria di 3 Italia. Al centro dei colloqui della "missione" anche le Tlc

di Ariel F. Dumont
Aspettando che Pechino si decida a comprare una parte del debito italiano, il governo Berlusconi intensifica i contatti con i suoi interlocutori cinesi che si dichiarano pronti a spingere il loro carrello della spesa nel Bel Paese.
Domani il ministro dello Sviluppo Paolo Romani prenderà l’aereo per la Cina dove incontrerà personalità del mondo industriale ed economico. A cominciare, lunedì mattina, da Li Ka Shing, il patron della multinazionale Hutchison Whampoa Limited che possiede l’operatore 3Italia (H3G).

Secondo alcune indiscrezioni, al centro dei colloqui potrebbe esserci il futuro di 3Italia, società più volte data sul punto di essere ceduta, se non addirittura smembrata fra più competitor. Tanto è vero che più di qualcuno è stato colto di sorpresa dalla determinazione che gli uomini di H3G stanno mettendo nella partecipazione all’asta delle frequenze Lte, comprese quelle “pregiate” a 800Mhz. Come se un’improvvisa iniezione di denaro fresco fosse venuta a rimpinguare le esauste casse aziendali.

Da dove arriva questo rinnovato interesse di Li Ka Shing (che si è svenato con l’Umts) per l’Lte italiano? Secondo alcune ipotesi, dietro questa rinnovata dote finanziaria per la controllata italiana vi sarebbe la volontà di rafforzare l’appeal di 3Italia proprio in vista di una prossima cessione. Un asset con dentro le licenze Lte è assai più interessante di un’azienda “incastrata” nel solo Umts.

Ma chi potrebbe essere il compratore? Le voci più ricorrenti parlano di un forte interessa da partedi Telecom Italia che proprio grazie a 3Italia potrebbe ritrovare la leadership nella telefonia mobile italiana, ora seriamente minacciata dal successo di Vodafone in primis ma anche dalla crescita di Wind. E Romani? In Cina potrebbe discutere anche del ruolo dei fornitori cinesi di apparati di telecomunicazione nel mercato italiano, sia fisso che mobile: Huawei in primo luogo, ma anche Zte.
Per il momento, comunque, sono solo ipotesi. Le cose concrete, allo stato, sono il viaggio di Romani in Cina e l’asta per le frequenze Lte molto più combattuta di quanto non ci si aspettasse all’inizio, con l’inatteso protagonismo di 3Italia.

16 Settembre 2011