Cloud e servizi enterprise. La svolta IT di Huawei

STRATEGIE

La società cinese punta al raddoppio dei ricavi entro l'anno e nel 2012 obiettivo +70%

di Gildo Campesato
"Nel primo semestre il nostro fatturato enterprise è cresciuto del 100%. Siamo fiduciosi di potere mantenere questo ritmo di crescita anche nella seconda parte dell’anno così da raggiungere a fine 2011 i 4 miliardi di dollari di ricavi, il doppio dell’anno precedente". David He, vicepresidente marketing department, Enterprise business group Huawei, si mostra molto fiducioso sulla crescita della sua azienda in un settore, quello dei prodotti enterprise, in cui il colosso cinese della telefonia - che si è ormai piazzato con determinazione al secondo posto al mondo - è sbarcato di recente. “Ci siamo da poco, ma la risposta del mercato è già molto buona - spiega He al Corriere delle Comunicazioni dall’headquarter del gruppo a Shenzhen. Le nostre soluzioni vengono apprezzate, e non solo in Cina. Tanto che anche per i prossimi anni ci siamo dati obiettivi di crescita molto robusti”. Addirittura, per il 2012 si punta ad una crescita del 70%.

Si capisce anche alla luce di queste cifre, e più ancora di queste ambizioni, la decisione del board di Huawei di dare vita ad una divisione specificamente incaricata di seguire il mercato enterprise. Una divisione che proprio quest’anno ha debuttato ovunque Huawei è presente nel mondo, Italia compresa. La divisione italiana (che si occupa anche del mercato svizzero) è guidata da Marco Pasculli e conta una trentina di persone ma si pensa di arrivare a quaranta entro fine anno.

“Non vogliamo imporci ai clienti con soluzioni precostituite, ma lavorare con loro alle innovazioni che più si adattano alle specifiche esigenze. Da questo punto di vista,consideriamo i clienti nostri partner - spiega Liangliang Li, responsabile West Europe enterprise marketing -. È per questo che dove la nostra presenza è più significativa abbiamo dato vita a dei centri di eccellenza. Quello italiano, in particolare grazie alla collaborazione con tutti gli operatori locali da Telecom Italia agli altri, è il più avanzato di tutti”.

Per la distribuzione dei suoi prodotti enterprise in Italia, Huawei starebbe comunque guardando alla possibilità di raggiungere i clienti finali attraverso una rete di channel partner. “Ci stiamo pensando” ammette Li anche se, tiene a precisare, “non vogliamo certo metterci in concorrenza con i nostri clienti, in particolare le telco: proponiamo prodotti in grado di abilitare gli altri ad offrire servizi”.

Per Huawei la creazione di una struttura enterprise non è soltanto un fatto organizzativo. Disegna piuttosto l’obiettivo di cambiare in qualche maniera la pelle dell’azienda lanciandola in un settore, quello dell’IT, in cui la sua presenza nel mercato mondiale è stata sinora tutto sommato marginale.

“L’Ict sta trasformando il modo in cui le imprese comunicano e si organizzano. Noi vogliamo, senza tradire le nostre consolidate relazioni con gli operatori ma anzi offrendo loro soluzioni nuove, diventare un one-stop-shop capace di offrire un insieme di prodotti e soluzioni di cui le imprese hanno bisogno”, spiega He. Il catalogo è ampio: si va dall’unified communication alla telepresenza, dalle soluzioni per la sicurezza a switch e router, dallo storage ai managed services. Ed un’organizzazione che punta anche alla proposta di soluzioni verticali: banche, assicurazioni, energia con le smart grid, governement. Con un occhio molto attento, in particolare, alle soluzioni di cloud computing e alle loro evoluzioni cui Huawei dedica il lavoro di 2.500 ingegneri.

Non a caso, a presiedere la Data Center & Media Network Product Line è stato chiamato Sanqu Li, un manager che prima di tornare in Cina ha passato moltissimi anni a lavorare nelle imprese hi-tech degli Stati Uniti. “Il cloud è la prossima tecnologia dell’Ict world - spiega - e a differenza di quello che alcuni pensano, nel mondo cloud gli operatori non saranno affatto dei dumb pipe. Questo perché il network giocherà un ruolo molto importante nell’offerta dei nuovi servizi, in particolare alle imprese che saranno le prossime protagoniste della domanda di servizi cloud”.

Huawei si sta facendo le ossa. In Cina, innanzitutto con l’obiettivo di “imparare da noi prima di crescere all’estero”. Dando l’impressione, però, che si voglia imparare in fretta. Ad esempio, il nuovissimo ospedale Shibei a Shanghai non ha nemmeno un pc: tutto è cloud based con device targati Huawei. E presto lo saranno anche altri 10 ospedali della città. Così come a fine anno saranno serviti da virtual pc ben 60.000 dei 110.000 dipendenti Huawei. Con la divisione Enterprise che ne conta 10.000 di cui 6.000 dedicati alla ricerca e sviluppo
“Ci rendiamo conto che non è facile entrare in un settore come l’enterprise e che dobbiamo procedere passo dopo passo. Abbiamo pazienza”, chiosa He.
Ma anche la proverbiale pazienza cinese ha un limite: “Ci abbiamo messo dieci anni a diventare un leader mondiale nel settore delle telco. Per l’enterprise, contiamo di fare molto prima”.

19 Settembre 2011