Guerra di brevetti fra Oracle e Google. Faccia a faccia Page-Ellison

COPYRIGHT

I ceo delle due aziende in tribunale per una tentativo di conciliazione. Pomo della discordia l'utilizzo di Java sui device che girano su Android. BigG rischia una multa miliardaria

di Paolo Anastasio
Google e Oracle tentano la conciliazione per risolvere la lite sui brevetti che pende su Android, il sistema operativo di Google che oggi gira su più di 150 milioni di device mobili.

Pomo della discordia è l’utilizzo da parte di Google di java, il software proprietario di Oracle vero e proprio linguaggio delle apps mobili.

Larry Page, ceo di Google, e Larry Ellison, ceo di Oracle, sono stati chiamati a comparire in tribunale, di fronte alla corte federale di San Josè in California. L’obiettivo è risolvere la disputa che dura da più di un anno intorno ad Android. Oracle accusa Google di violazione di brevetti relativi al software Java. La conciliazione eviterebbe il rischio di un giudizio sul fatto se Google detenga o meno le royalty.

“E’ come Gorbaciov e Reagan – dice Scott Daniels, avvocato dello studio Westerman Hattori Daniels & Adrian di Washington –. L’unica possibilità di risolvere il caso e mettere fine alla Guerra fredda, per restare in tema, è quella di un faccia a faccia fra i due contendenti”.

La denuncia di Oracle risale all’agosto del 2010 e potrebbe rappresentare per il software di Google una minaccia di gran lunga maggiore di Apple, che ha già vinto diverse cause relative a brevetti intentate ai danni di produttori di device targati Android.

Conciliando con Oracle, Page mira a non pagare ad Oracle i canoni di licenza, che secondo stime di Citigroup potrebbero ammontare ad almeno 15 dollari per ogni singolo device prodotto che gira su Android. Una cifra che potrebbe rallentare l’adozione di Android.

“Speriamo che sia una giornata produttiva”, ha detto oggi Page entrando in aula. Ellison, dal canto suo, è sotto pressione: deve fare degli utili dall’acquisizione di Sun Microsystems, in particolare spremendo il software java, dopo che un report dello scorso giugno ha mostrato un calo di vendite degli hardware, sollevando preoccupazioni sulla capacità di Oracle di ottenere il massimo dall’acquisizione da 7,3 miliardi di dollari. Nel 2008 i ricavi di Sun Microsystems per licenze legate a Java non hanno superato i 220 milioni di dollari.

“Faremo del nostro meglio”, ha detto oggi Ellison entrando in aula, un osso duro dei tribunali, capace in passato di vincere una causa da 1,3 miliardi di dollari ai danni di Sap. I negoziati fra le parti sono durati tutta la giornata e riprenderanno domani. In un primo momento Oracle ha quantificato in 6,1 miliardi di dollari i danni per il presunto utilizzo non autorizzato della tecnologia Java da parte di Google.

Secondo stime degli analisti, una somma ragionevole per l’utilizzo del software targato Oracle da parte di Google sarebbe di 100 milioni di dollari. Un canone fisso per device potrebbe ammontare ad una cifra compresa fra 5 e 10 dollari, di certo se questa fosse la soluzione Google cercherebbe di scendere a un dollaro. In ogni caso si tratterebbe di somme consistenti, visto che ogni giorno vengono attivati 550mila device che girano su Android, che detiene il 43% del mercato degli smartphone, rispetto al 17% di un anno fa (stime Gartner).

Azeiende come Rim, Sony e Amazon già utilizzano Java sotto licenza e Oracle sostiene che anche Google dovrebbe fare lo stesso. Anche se una pesante debacle di Google non è nell’interesse di Oracle.

20 Settembre 2011