At&t/T-Mobile, spunta l'ipotesi network sharing

IL DEAL

Per strappare l'ok dell'Antitrust americano potrebbe essere abbandonata l'ipotesi del merger a favore di un'alleanza sulle reti

di Patrizia Licata
At&t sta facendo di tutto per provare alle autorità antitrust americane che il suo merger con T-Mobile Usa non danneggia il mercato, ma se non riuscirà a convincere i regolatori potrebbe essere costretta a ripiegare su un altro tipo di accordo con l’operatore controllato da Deutsche Telekom molto meno vantaggioso: una partnership a livello di reti.

Meno attraente del merger, la network partnership avrebbe il vantaggio di mettere a tacere le preoccupazioni del regolatore e riuscirebbe comunque a dare alle due telco nuova capacità per supportare i servizi di ultra-banda larga mobile.

"T-Mobile Usa ed At&t stanno lavorando per capire quali sinergie possono creare a livello di rete. Ovviamente il merger è la soluzione migliore”, ha commentato all’agenzia Reuters l’analista di Roe Equity Research, Kevin Roe.

Ma il dipartimento di Giustizia ha intentato causa il 31 agosto contro la proposta di merger, preoccupato dai possibili danni alla concorrenza e ai consumatori: At&t più T-Mobile Usa diverrebbero il primo carrier mobile americano e solo tre operatori controllerebbero il 90% del mercato wireless.

Le fonti vicine alle trattative tra le due telco e il dipartimento di Giustizia indicano che non ci sono buone probabilità che At&t e T-Mobile Usa raggiungano un accordo con le autorità e che si dovranno attendere le udienze in tribunale. Probabilmente il deal dovrà essere profondamente modificato per soddisfare le richieste del ministero.

Secondo Reuters, At&t si sta muovendo su due piani: da un lato si prepara a difendere la validità del merger in corte, dall’altro sta cercando di rivederne le condizioni per renderlo più accettabile alle autorità. Deutsche Telekom sarebbe particolarmente motivata a far andare avanti l’accordo perché desiderosa di uscire dal mercato americano. Senza un piano alternativo, sarebbe costretta a restare e investire molti miliardi di dollari per rendere T-Mobile Usa più competitiva. Senza contare che la telco tedesca vuole i soldi del deal per pagare parte del suo debito (che ammonta a 42 miliardi di euro) e per investire di più in Europa.

"La situazione è complicata", commenta Will Power, analista di Robert W. Baird & Co. Secondo Walter Piecyk di Btig, tra le diverse opzioni sul tavolo la più probabile è proprio un accordo di network sharing tra Deutsche Telekom ed At&t, anche se meno conveniente dal punto di vista finanziario per l’americana. Da parte sua, Deutsche Telekom deve mostrarsi diligente e convinta nel sostegno al deal, perché solo così potrà eventualmente mettere le mani sulla break-up fee, del valore stimato di 6 miliardi di dollari, non solo in cash ma anche in spettro, che le spetta se la fusione non viene approvata dalle autorità. Si tratta però solo di un premio di consolazione: Deutsche Telekom avrebbe un po’ di respiro nel breve termine ma non risolverebbe i suoi problemi finanziari.

22 Settembre 2011