Lte, Savarese (Agcom): "Surplus alle Tlc". E il Pd si spacca

LE PROPOSTE

Il commissario ribadisce la posizione dell'Authority: "Reinvestire in banda larga, altrimenti ci facciamo autogol". Nelle file dei democratici il senatore Vincenzo Vita vorrebbe destinare le risorse in più all'emittenza locale, ma il partito presenta una mozione per dirottare i soldi al trasporto pubblico locale

di E.L.
“Non è ammissibile che gli operatori investano in alcune parti dell'Italia, dove c'è un ritorno più immediato dell'investimento, e si lascino indietro altre parti”. Lo ha detto questa mattina Enzo Savarese, commissario Agcom, al convegno promosso dal Corecom Calabria sul futuro della comunicazione.

Il commissario ha ricordato l'intervento del presidente dell'Authority Corrado Calabrò, votato all'unanimità in commissione, sulla necessità di un piano nazionale per la banda larga.

La proposta di Savarese è di utilizzare il surplus dall'asta delle frequenze per le telecomunicazioni, arrivata ieri a 3,6 miliardi (su una previsione di 2,4 miliardi) per effettuare investimenti “perché altrimenti ci facciamo autogol”.

L'asta Lte spacca il Pd. Divergenze sul surplus

Non ci sono le Tlc nelle ipotesi messe in campo dal Pd sulla destinazione del surplus generato dall'asta Lte: c'è chi tira in ballo l'emittenza locale e chi il trasporto pubblico. L'ultimo in ordine di tempo a fare una proposta è Vincenzo Vita, secondo cui "restituire il surplus ottenuto dall'asta delle frequenze delle telecomunicazioni alle emittenti televisive, a cui sono state tolte le frequenze, è un atto minimo di giustizia retributiva". 

''Le telecomunicazioni pagano l'asta - ha detto il senatore Pd, parlando ai cronisti a Reggio Calabria - prevista da Tremonti nella penultima manovra finanziaria con un gettito di 2,4 miliardi di euro. E' andata molto più avanti del previsto, di quasi 1 miliardo di euro in più e non è ancora finita. Chiedo, come se qui ci fossero i ministri Tremonti e Romani, perché questo surplus non viene restituito alle tv locali?".

Ma intanto il Pd viaggia in direzione diversa. Ieri alla Camera è stata presentata una mozione, firmata dai deputati del partito guidato da Bersani, che chiede al governo di mettere a disposizione delle Regioni per il trasporto pubblico locale una parte delle risorse derivanti dall'asta per le frequenze.

“In questi giorni l'asta per le frequenze – spiegava ieri il capogruppo del Pd in commissione Trasporti e Tlc della Camera, Michele Meta - ha superato ormai ogni aspettativa con offerte che hanno raggiunto un valore superiore ai tre miliardi di euro. Chiediamo quindi, una volta terminata l'asta, di destinare immediatamente 1,5 miliardi di euro per il finanziamento del trasporto pubblico locale che rischia di subire il colpo mortale assestato con i tagli prevista dalla manovra”.

Anche il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, aveva appoggiato la mozione, sottolineando che la richiesta fatta al governo dal Pd “di mettere a disposizione delle Regioni per il trasporto pubblico locale una parte delle risorse derivanti dall'asta per le frequenze liberate dal passaggio al digitale, rappresenti una soluzione adeguata per colmare il gap provocato dai numerosi tagli imposti dal Governo agli enti locali''.

“Recuperare una parte delle risorse dalla vendita delle frequenze liberate dal passaggio al digitale e destinarle a questo settore mi sembra la scelta migliore – concludeva Zingaretti - che mi auguro venga condivisa da tutti i deputati, per dimostrare che chi governa non intende abbandonare gli italiani, già fortemente provati dalla crisi che il Paese sta attraversando''.

In ogni caso nessuna delle parti riconosce la possibilità che parte del surplus aggiuntivo dell’asta Lte torni al settore così come auspicato anche da Agcom.

In una segnalazione inviata a governo e parlamento lo scorso 9 settembre, l’Autorità sottolineava la necessità di destinare una quota significativa delle risorse derivanti dalla gara per le frequenze a misure di sostegno per la banda larga e le Ngn.

Per l'Agcom un supporto "mirato alla domanda per banda larga (attraverso misure di incentivazione all'adozione di apparecchiature informatiche, all'innalzamento del grado di alfabetizzazione informatica attraverso adeguate politiche scolastiche, alle agevolazioni per le piccole e medie imprese per l'utiizzo della banda larga, alla previsione di un bonus governativo per l'abbonamento a un quotidiano on line per gli studenti), consentirebbe di promuovere, senza distorsioni concorrenziali, lo sviluppo di un ambiente digitale idoneo a sostenere la richiesta di servizi veicolati sulle reti in fibra di nuova generazione".

23 Settembre 2011