Asstel: "Le telco non conservano i contenuti di chiamate e sms"

PRIVACY

L'associazione di Confindustria replica alle notizie circolate sui media: i gestori obbligati per legge a registrare gli elenchi di chiamate e messaggi per un massimo di 24 mesi per le sole finalità di accertamento e repressione dei reati 

di P.A.
"È assolutamente infondato che i contenuti di chiamate e di sms inviati e ricevuti dai clienti siano conservati sui sistemi aziendali degli operatori telefonici": è quanto afferma in una nota Asstel, l'associazione di Confindustria delle imprese della filiera delle Telecomunicazioni, smentendo l'informazione riportata in un altricolo del Giornale di Vittorio Feltri.

"Per legge i gestori telefonici sono obbligati a conservare il solo elenco dei numeri telefonici che hanno inviato e ricevuto telefonate e sms - precisa l'Associazione - per un massimo di 24 mesi per le sole finalità di accertamento e repressione dei reati, ai sensi della normativa Comunitaria e del Codice della privacy".

"Solo ed esclusivamente su disposizione dell'autorità giudiziaria e solo dal momento dell'ordine del magistrato, l'operatore telefonico è tenuto a trasferire il testo degli sms in modalità criptata, ai punti di ascolto preposti dalle Procure della Repubblica, dove vengono successivamente decodificati e memorizzati direttamente dagli ufficiali di Polizia Giudiziaria", precisa ancora l'Asstel.

"Quindi, anche in questo caso limitato, i contenuti di chiamate e sms inviati e ricevuti dai clienti non sono conservati dal gestore", afferma l'Associazione. "Poiché tale informazione è falsa e gravemente lesiva della reputazione degli operatori di telecomunicazione, - conclude la nota - Asstel si riserva di difendere in ogni luogo l'immagine delle proprie aziende associate, qualora tale informazione venisse reiterata".

26 Settembre 2011