Beauty contest, ora lo attacca anche il Financial Times

FREQUENZE

"Il governo italiano rinuncia a reperire fondi", scrive il quotidiano finanziario descrivendo il processo che assegnerà gratuitamente frequenze alle emittenti. Nessuna parità di trattamento per telco e tv

di M.S.
Nessuna parità di trattamento, in Italia, fra telco e emittenti tv. Lo sottolinea il Financial Times che in un articolo prende di mira il beauty contest con il quale sei frequenze verranno assegnate gratuitamente alle emittenti che, secondo uno comitato ministeriale (di fresca nomina), vantano una serie di requisiti. Peccato che, annota il giornale britannico, quelle cinque più una frequenza valgano almeno 2 miliardi di euro. Ma forse qualcosa in più considerando che lo Stato può già contare, grazie ai soli sei lotti in banda 800 Mhz, su oltre 3 miliardi che saranno incassati dalle Tlc.

Il governo italiano, dice il giornale, ha respinto una proposta dell'opposizione (Pd) che chiedeva un'asta competitiva anche per le frequenze da riassegnare alle tv. Alla maggioranza, scrive il giornale, viene imputata la decisione di estendere anche nel campo del digitale terrestre il duopolio Rai-Mediaset rendendo ardua la partecipazione all'asta di soggetti esterni: Sky Italia potrà accedere all'assegnazione di una sola delle cinque frequenze disponibili.

Le tv nazionali - con Mediaset e Rai a cui è stato riservato il lotto B della gara - grazie al beauty contest otterranno gratuitamente frequenze già libere. Inoltre potranno, tra cinque anni, rivendere le frequenze pubbliche senza nessun vincolo. Al contrario gli operatori Tlc sono sottoposti a vincoli per il trading delle frequenze. Il bando d'asta impone infatti alle telco di non cedere a terzi le frequenze acquistate “senza previa autorizzazione da parte del ministero” e senza prima avere completato le reti 4G.

Come fa notare l'ex ministro alle Comunicazioni Paolo Gentiloni, sentito dal quotidiano finanziario, il beauty contest rischia di non onorare lo scopo originario per il quale era stato richiesto dalla Commissione Ue. E cioè l'apertura del mercato televisivo a nuovi entranti: "Il duopolio analogico - dice Gentiloni - sarà trasferito al digitale".

26 Settembre 2011