Microsoft-Skype, l'italiana Messagenet mette a rischio l'intesa

CONCORRENZA

Dopo la segnalazione del provider milanese, l'Antitrust Ue sta valutando l'unbundling del servizio Voip da Windows prima di concedere l'ok all'operazione

di P.A.
L'Antitrust Ue sta valutando se richiedere l’unbundling del servizio VoIp di Skype da Windows, sistema operativo di Microsoft, prima di concedere il via libera alla fusione fra le due società. Microsoft ha messo sul piatto 8,5 miliardi di dollari per rilevare Skype: l’obiettivo di Redmond è competere con gli smartphone di Google e Apple, che già incorporano la video chat, inserendo Skype nei Windows Phones.

La fusione fra Microsoft e Skype ha già ottenuto il via libera dell’Antitrust Usa a giugno. L’ok dell’Antitrust europeo è l’ultimo ostacolo prima di formalizzare il merger.

L’interessamento delle autorità Antitrust europee a al merger Skype-Microsoft è figlio di una segnalazione inviata la settimana scorsa a Bruxelles da Messagenet, un provider milanese di telefonia fissa, specializzato in servizi VoIp, che contesta l’operazione: dopo la fusione con Microsoft, Skype si troverebbe in posizione dominante nel settore del VoIp e delle videochiamate.

Messagenet ha chiesto alla Commissione di procedere all’unbundling di Skype da Windowsper evitare effetti negativi alla concorrenza, a causa dell’accesso facilitato a Skype per tutti gli utenti Microsoft, fatto che di per sé danneggerebbe i provider VoIp concorrenti.

“In ogni caso si dovrebbe proibire l’incorporazione di Skype nel sistema operativo di Microsoft”, sostiene Messagenet.
Nel mirino di Messagent c’è anche la carenza di interoperabilità con altri operatori concorrenti.

La Commissione Europea discuterà il caso il 7 ottobre.

29 Settembre 2011