In pericolo il rating delle telco del Sud Europa

FITCH

Secondo Fitch le compagnie avranno difficoltà a gestire il debito a causa del minore cash flow nel mercato domestico. Telefonica la telco con meno "flessibilità"

di Federica Meta
La crisi sarà particolarmente gravosa per le Tlc del Sud Europa. A dirlo l'agenzia di rating Fitch secondo cui non tutte le compagnie hanno la flessibilità finanziaria per posare la fibra e per partecipare alle gare per le nuove licenze. Del resto – spiega Fitch - la generazione di cash flow è sotto pressione sui mercati domestici e questo può rendere più difficile gestire il debito, mettendo in pericolo i rating.

Entrando nel dettaglio dei singoli operatori, è Telefonica ad avere la minore flessibilità per ridurre il proprio capex: i costi per le nuove frequenze e l'andamento del mercato domestico hanno messo sotto pressione i margini della società. Margini importanti per generare la liquidità necessaria per ridurre il debito, sottolineano gli esperti dell'agenzia di rating.

Quanto a Telecom Italia, la società deve continuare a ridurre il proprio debito, sostengono gli analisti di Fitch, secondo i quali la compagnia beneficia del fatto che non sono in corso in Italia competizioni sui cavi. L’agenzia apprezza inoltre il piano industriale che punta al deleveraging. D'altra parte il rischio di un deterioramento del cash flow per la regolamentazione del settore e per i piani di austerity potrebbero non riuscire a essere compensati da un taglio del capex, o da nuove forme di generazione della liquidità. "E questo potrebbe risultare negativo per i rating”, conclude Fitch.

Intanto Telecom Italia sta pensando a grandi manovre in Israele. Riprendendo il giornale israeliano “Globes”, Milano Finanza rivela che la compagnia sarebbe intenzionata ad acquistare le infrastrutture di Tlc dell’azienda di stato Israel Electronic Corporation (Iec), tramite la sussidiaria MedNautilus. Il gruppo guidato da Bernabè – scrive MF – avrebbe chiesto al ministero delle Comunicazioni di Tel Aviv una deroga per poter partecipare alla gara, che formalmente non sarebbe aperta a operatori già in possesso di una licenza. Il gruppo è in attesa di una risposta.

Per MedNautilus - controllata di TI Sparkle che gestisce la rete sottomarina che connette Israele al resto del mondo – l’operazione sarebbe molto vantaggiosa dato che “consetirebbe di collegare i cavi sottomarini con l’infrastruttura in fibra di Ec, ramificata in tutto il mondo”, puntualizza MF.
La possibilità di partecipazione alla gara per Telecom non sono così remote dato che anche un altro operatore – Tamares Telecom – ha un problema simile a quello di TI e ha chiesto anch’esso una deroga. A studiare il dossier non solo il ministero, ma anche l’Antitrust che sta valutando la posizione di mercato di MedNautilus che opera da monopolista nel settore dei cavi sottomarini.

30 Settembre 2011