Asta Lte, consumatori all'attacco: "No surplus alla società della fibra"

LA POLEMICA

Adusbef e Federconsumatori bocciano la proposta del ministro Romani: "L'extragettito deve essere utilizzato per ridurre il digital divide del Paese"

di E.L.
Adusbef e Federconsumatori bocciano l'idea di usare il ricavato dell' asta per le frequenze per costituire la società per le reti di telecomunicazioni. Lo dichiarano le associazioni dei consumatori in una nota.
''Il ministro Romani ha dichiarato l'intendimento di utilizzare l'extragettito derivante dalla gara Lte per finanziare una nuova società per la realizzazione di reti in fibra - si legge - In pratica, lo Stato intende finanziare lo sviluppo della fibra attraverso una sorta di rinazionalizzazione delle infrastrutture di telecomunicazioni''.

"Questa impostazione - sostengono i consumatori - è per noi in palese contrasto con gli indirizzi di politica economica a cui un Paese come il nostro necessita sul terreno della modernizzazione e dello sviluppo ed inoltre ci si esporrebbe ad un pesante intervento della Commissione europea che, certamente, la qualificherebbe come un palese aiuto di Stato''.
''L' extragettito - conclude la nota - dovrebbe essere destinato prioritariamente al superamento del digital divide che rappresenta la prima scadenza temporale dell' Agenda Digitale europea che, come noto, richiede agli Stati membri di assicurare collegamenti in larga banda al 100% della popolazione entro il 2013''.

03 Ottobre 2011