Silicon Valley, la metamorfosi. Ora è la culla degli smartphone

STRATEGIE

Sbarcano le big telco: Vodafone, Verizon e AT&T battezzano i loro centri di ricerca. Obiettivo: intercettare il business delle apps finora appannaggio di Apple e Google

di Federica Meta
Da culla dell’IT a culla degli smartphone. E’ la trasformazione che sta vivendo la Silicon Valley, dove grandi compagnie telefoniche - At&T, Verizon e Vodafone in prima linea – hanno aperto centri di ricerca e sviluppo dedicati, appunto, ai cellulari intelligenti.

"La ragione per cui siamo qui è che questo è il centro del mondo in questo momento”, ha spiegato Fay Arjomandi, responsabile R&S di Vodafone negli Usa, in occasione dell’inaugurazione del laboratorio Xone a Redwood City lo scorso mese.

L’avvento sul mercato prima di Apple e poi di Android ha rivoluzionato il concetto stesso di telefonino, facendo della app il perno del business. E proprio per rafforzare questo business le telco si stanno concentrando sugli ecosistemi, studiando tendenze e progressi e affidandosi alla lunga esperienza degli sviluppatori della Silicon Valley.

Il laboratorio di Vodafone permette agli sviluppatori di realizzare le idee e di testarle su applicazioni e servizi. "Vogliamo portare sul mercato queste idee e accelerare il processo di diffusione di nuovi servizi – ha puntualizzato Arjomandi - La speranza è che in sei o nove mesi dopo che l’idea si è realizzata nel centro possa trovarsi nelle mani dei nostri utenti”.

Una settimana dopo l'apertura del lab di Vodafone, anche AT&T ha inaugurato il suo centro di ricerca a Palo Alto, trasformando in un luogo che fa innovazione una vecchia lavanderia a vapore.
“L’apertura della struttura – ha spiegato John Donovan, Cto di AT&T – è in linea con la nostra trasformazione che ci porterà, da compagnia di Tlc, a società di tecnologia”.
Gli operatori hanno sentito il bisogno di cambiare per la sempre maggiore importanza di società IT come Apple e Google che stanno muovendo verso il settore delle telefonia, come dimostra l’acquisto di Motorola da parte di BigG.

"Le telco devono dimostrare che sono una parte dell'ecosistema – spiega Chris Jones, analista di Canalys – In quest’ultimo anno c’è stato un grande cambiamento e c’è stato il rischio che le compagnie telefoniche si trasformassero in tubi stupidi”.
In un mercato sempre più scolpito su App Store di Apple e Android Market, gli operatori sentono di poter ancora essere competitivi, offrendo applicazioni premium e servizi basati sulla capacità delle loro reti.

04 Ottobre 2011