S&P "declassa" Telecom: frequenze troppo care

FINANZA

Rivisto l'outlook per la compagnia a negativo e abbassato il rating di breve periodo a A-3 da A-2. L'agenzia: "La decisione riflette il contesto economico dell'Italia"

di F.Me.
Dopo Moody’s anche Standard and Poor's declassa Telecom Italia. L’agenzia di rating ha rivisto le aspettative di crescita della compagnia. "Vediamo limitate prospettive di deleveraging nei prossimi anni - hanno commentato gli esperti di S&P - Abbiamo rivisto l'outlook per la compagnia a negativo e abbassato il rating di breve periodo a A-3 da A-2. Abbiamo invece confermato BBB quello di lungo periodo".

"La nostra decisione riflette il contesto economico dell'Italia, che potrebbe esercitare una pressione sulla performance di Telecom Italia". Gli esperti hanno inoltre puntato l'indice sulla cifra che Telecom Italia pagherà per le nuove frequenze. Cifra, pari a 1,3 miliardi da pagare in cinque anni, superiore alle attese degli esperti e che va a pesare sulle potenzialità di deleveraging della società. Secondo l'agenzia il rapporto tra debito ed ebitda rimarrà attorno a 3,3 nei prossimi due anni, per calare al 3,2 nel 2012. La compagnia, sempre secondo S&P, ha scarso margine di manovra rispetto ad altre società europee, avendo già venduto gran parte degli asset che non fanno parte del core business e non avendo grande capacità di controllo sui dividendi, dal momento che il primo azionista, ovvero la holding Telco, è indebitato.

Dopo il taglio da parte di Moody’s dello scorso 8 settembre il presidente esecutivo di Telecom Franco Bernabè aveva puntualizzato che “il taglio dell'outlook deciso da Moody's per Telecom Italia non mette in discussione la bontà delle nostre strategie ma sottolinea la crescita dei rischi derivanti dagli effetti negativi di una stagnazione economica esacerbata dalle misure di austerità. Nonostante questo Telecom Italia riconferma pienamente tutti i suoi target di medio e lungo periodo" .

"Il giudizio dell'agenzia di rating - proseguiva il manager - è in larga misura il frutto del deterioramento del quadro politico e economico del paese. Purtroppo anche Telecom Italia paga un caro prezzo allo scarso senso di responsabilità della classe politica che si è manifestato appieno sulla manovra economica, resa per noi ancora più pesante dall'onerosità dell'asta sulle frequenze".

Dalla crisi "Telecom uscirà più forte – concludeva il manager - Continuiamo a lavorare con grande intensità e determinazione per raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati".

04 Ottobre 2011