Parlamentari ad Agcom: "No a taglio tariffe di terminazione"

LA LETTERA

Sei deputati del Pdl inviano una lettera al presidente Calabrò: "Con la riduzione di questa voce i ricavi degli operatori saranno notevolmente ridotti e così la loro capacità di investimento. Ripercusssioni negative anche sui consumatori"

di F.Me.
Sei parlamentari del Pdl  chiedono all’Agcom di non tagliare le tariffe di terminazione. In una lettera inviata al presidente Corrado Calabrò, sei deputati del partito di maggioranza, ricordando che “il tema delle tariffe di terminazione riveste da sempre particolare rilevanza per tutti gli operatori, rappresentando una delle voci di ricavi indispensabili alla remunerazione dei costi del servizio”, sottolineano che “riducendo tale voce, i ricavi degli operatori saranno notevolmente ridotti e quindi di conseguenza anche la loro capacità di investimento”.

“Va evidenziato che si teme anche che la misura in questione introduca un elevato grado di incertezza sul fronte dell’utenza che si vuole sempre tutelare – prosegue la missiva - Da quanto conosciuto i prezzi dei servizi per i clienti italiani risultano essere tra i più bassi rispetto agli altri paesi europei e tale procedura volta a ridurre ulteriormente questa voce di ricavo, qualora non garantisse la necessaria remunerazione dei relativi costi agli operatori potrebbe elevare il rischio di ripercussione in senso negativo sui consumatori, senza che a ciò sia collegato alcun concreto beneficio a loro vantaggio”.

Alla luce di queste problematiche, i deputati chiedono ad Agcom di “rivalutare quanto proposto, poiché si rileva che tale decisione non permetterebbe agli operatori di ridefinire in tempi brevi i piani di investimenti già programmati e soprattutto non permetterebbe di sopperire ai costi dei piani già avviati, si invita inoltre a tenere inalterato il piano tariffario fino a luglio 2012, secondo quanto già stabilito nella precedente delibera del 2008 mantenendo il periodo temporale di riferimento 2012-15 con riduzione annue più graduali rispetto a quelle proposte”.

La lettera è firmata da Giorgio Stracquadanio, Giorgio Lainati, Isabella Bertolini, Amato Berardi, Gabriella Giammanco e da Michele Traversa.

04 Ottobre 2011