Ricette per la ripresa/4. Novari: "Tagliando alla macchina Italia? Qui serve un motore"

RICETTE PER LA RIPRESA/4

L'Italia digitale è una leva da considerare per rimettere in moto il Paese? E con quali misure? La parola a 15 top manager dell'Ict. Oggi tocca a Vincenzo Novari, amministratore delegato di 3 Italia

di Vincenzo Novari, Ad 3 Italia
Forse non ha torto chi sostiene che più di un tagliando, alla macchina Italia, serve un motore nuovo. Personalmente sono convinto che poche scelte ma di grande impatto economico, sociale, occupazionale, istituzionale sono più efficaci di una miriade di progetti di cabotaggio piccolo o grande come il Ponte sullo Stretto. La digitalizzazione del Paese e lo sviluppo della banda larga ha queste caratteristiche perché coniuga l’esigenza di creare posti di lavoro nel breve periodo con la necessità di innalzare la produttività del sistema economico e del sistema istituzionale nel medio lungo termine.

Davanti a noi abbiamo l’esempio di Paesi come Svezia, Francia, Giappone e Corea del Sud, che durante la crisi del 2001 hanno stanziato per le infrastrutture digitali, dal 12 al 24% del totale degli investimenti. La banda larga ha dei moltiplicatori economici che non si riscontrano in altri settori e “innesca” altri settori strategici, quali i trasporti, l’ambiente, la distribuzione, la sanità, la pubblica amministrazione. La Banca Mondiale ha sostenuto recentemente che un incremento del 10% della penetrazione dei servizi a banda larga comporterebbe un aumento della crescita economica di 1,3 punti percentuali.

Questi effetti sarebbero particolarmente accentuati in Paesi in cui l’investimento in banda larga non ha ancora raggiunto un’adeguata massa critica di utenti. Ed è proprio il nostro caso, visto che in Italia meno del 50% delle abitazioni sono connesse all’Internet veloce contro una media europea del 61%.

Anche l’Agenda Digitale dell’Europa punta sull’Ict per contribuire alla crescita inclusiva, intelligente e sostenibile dell’Ue nel prossimo decennio e ha esplicitamente chiesto ai regolatori nazionali delle telecomunicazioni di garantire un equilibrio adeguato tra la necessità di incoraggiare gli investimenti e quella di tutelare la concorrenza.

06 Ottobre 2011