Apple, tutte le incognite del dopo-Jobs

LO SCENARIO

Tim Cook sarà l'uomo giusto per portare avanti il mandato del "mago" di Cupertino appena scomparso? Gli analisti lo promuovono, ma le sfide in campo sono molteplici: la concorrenza spietata, l'espansione nel mercato cinese, le strategie per spingere sul cloud

di Patrizia Licata
Che ne sarà di Apple ora che Steve Jobs se n'è andato? La scomparsa del visionario di Cupertino lascia un vuoto difficile da colmare e il mercato si interroga sul futuro della Mela, numero uno nel settore dei tablet e degli smartphone, ma assediata da una concorrenza sempre più spietata.

Non sarà facile per Tim Cook, successore di Jobs, raccogliere il testimone lasciato il 24 agosto scorso, e riproporre il carisma del visionario. Apple ha in cassa 76 miliardi di dollari e questa è la sua forza. Ma l'azienda non può sedersi sugli allori: Google incalza il predominio dell'iPhone, e il suo sistema operativo Android guadagna sempre più terreno.

Anche Netflix avanza e spinge per rubare ad iTunes lo scettro di re delle vendite online di content digitale. Facebook non resta certo a guardare e fa di tutto per assumere il controllo della Rete. E da poco Amazon è scesa nell'arena dei tablet sfidando l'iPad con una tavoletta che costa meno di quella di Cupertino.

Insomma, non sarà facile per Tim Cook mantenere la posizione dominante di Apple. La sua prima uscita ufficiale per la presentazione dell'iPhone 4s, la prima senza Jobs sul palco, è stata accolta in maniera tiepida dagli analisiti. Oggi, in apertura a Wall Street, il titolo della Mela perdeva quasi il 2% sotto il peso della scomparsa del suo fondatore.

Secondo gli analisti di Bloomberg, per mantenere i ritmi di crescita dell’azienda, Tim Cook dovrà spingere su nuovi mercati, proseguire l’espansione in Asia e abbracciare il nuovo paradigma del cloud computing. Soprattutto, Cook dovrà dimostrare di avere capacità creative simili a quelle di Jobs. E non sarà facile, perché il nuovo Ceo è sicuramente un maestro dell'operatività, capace di garantire a Apple i prezzi migliori per i componenti, ma i toni quasi religiosi con cui Jobs parlava di hitech non gli appartengono.

“Apple non cambierà”, aveva detto Cook in un messaggio ai dipendenti dopo l’uscita di Jobs dal ruolo di Ceo. E oggi ha ribadito: “Onoreremo il suo ricordo dedicandoci a continuare il lavoro da lui intrapreso”.

Ma non sarà una passeggiata. “Cook assomiglia a Jobs nel fatto che entrambi sono perfezionisti. Il loro stile è diverso, ma sono entrambi leader molto esigenti e attenti ai dettagli”, aveva dichiarato in un’intervista a inizio anno Mike Janes, ex di Apple e oggi Ceo di FanSnap.com. Secondo Gene Munster, analista di Piper Jaffray Cos, “in nessun modo Cook può sostituire Jobs”.

L’assenza di Jobs dal palco era più che palpabile due giorni fa, alla presentazione del nuovo iPhone 4S; tuttavia, Cook sembra l’uomo giusto per portare avanti la visione di Jobs. “Cook è adatto a dirigere Apple, la sua rara combinazione di umiltà e forte motivazione lo rendono ideale per proseguire il lavoro di Jobs come Ceo”, afferma Munster.

Oltre ad affrontare l’intensificarsi della concorrenza dovrà fronteggiare la pressione degli investitori, che probabilmente chiederanno ad Apple di usare parte del suo cash per i dividendi o operazioni di buyback.

Poi c’è la sfida dell’espansione in nuovi mercati: le vendite di Apple in Cina hanno raggiunto i 3,8 miliardi di dollari nell’ultimo trimestre, aumentando di sei volte rispetto all’anno precedente. L’azienda della Mela vuole anche potenziare la crescita del suo nuovo servizio iCloud, che conserva i files online e facilita la condivisione di dati tra i diversi gadget Apple.

Per continuare a innovare, Cook dovrà fare appello anche a un team manageriale di grandi capacità: al suo fianco ci sono Jonathan Ive, che dirige un gruppo di product designer considerato tra i migliori del mondo; Scott Forstall, che guida lo sviluppo del software mobile di Apple; Bob Mansfield, a capo dell’hardware engineering, e Peter Oppenheimer, chief financial officer. Sono manager che lavorano insieme da anni.

"Jobs ha creato un’infrastruttura su cui questo team manageriale può basare la crescita dell’azienda ancora per molto tempo”, commenta Tim Bajarin, analista di Creative Strategies. “Il punto interrogativo, adesso, è quanto velocemente riusciranno a innovare e sfruttare questa infrastruttura per nuovi device, applicazioni e servizi”.

Ottimista Giri Cherukuri, della Oakbrook Investments: “Steve Jobs ha preparato l’azienda per i prossimi anni gettando le basi di nuovi prodotti capaci di conquistare il mercato. I modelli aggiornati di iPhone e iPad, e prodotti del tutto nuovi come una televisione, garantiranno la crescita della compagnia".

“Jobs aveva un ruolo fondamentale anche nelle assunzioni, nello spingere l’azienda a espandersi in nuove aree e nelle trattative con le società dei media per assicurarsi contenuti per iTunes”, frena Mike Abramsky, analista di Rbc Capital Markets. “Sul futuro di Apple per me restano molte incertezze”.

06 Ottobre 2011