Svolta negli Usa, la Fcc: obbligo di Gps su tutti i cellulari

SICUREZZA

Operatori telecom e provider del Voip dovranno incorporare la tecnologia su tutti i terminali entro il 2018 così da consentire a operatori sanitari e forze di sicurezza di rilevare con esattezza la provenienza delle chiamate al 911

di Patrizia Licata
Obbligo di Gps per gli operatori mobili americani. Lo propone la Federal Communications Commission per motivi di pubblica sicurezza: le telco ma anche i provider del servizio voice-over-Ip dovranno integrare il sistema di posizionamento geografico nei device entro il 2018 per permettere al personale sanitario, Polizia, vigili del fuoco e altri addetti alla sicurezza di individuare con esattezza la provenienza delle chiamate effettuate al numero di emergenza 911.

La Fcc fa notare che le nuove regole non sconvolgono l’industria mobile, ma seguono un preciso trend già in atto: basandosi sugli attuali tassi di adozione, la commissione stima che anche senza un obbligo di legge l’85% degli utenti mobili avranno terminali con funzionalità Gps entro il 2018 e quindi è certa che non ci saranno per quella data problemi di compliance.

Diversa la situazione per i provider del VoIp. Nato come sostituto low-cost per le chiamate da casa o dall’ufficio, il servizio su protocollo Internet sta abbracciando con convinzione il mercato wireless: Google Talk, Google Voice, Skype e altre piattaforme puntano sempre più sull’offerta mobile, ma ancora non incorporano il sistema Gps.

Tutti gli operatori americani devono già fornire le coordinate geografiche da cui partono le chiamate al 911. Sui cellulari senza Gps, però, occorre utilizzare la triangolazione tra le torri mobili e il sistema non è accurato.

La proposta della Fcc rientra nel più ampio progetto per un nuovo sistema di emergenza legato al numero 911: nei piani della commissione, sarà possibile non solo telefonare ma andare sms, foto e video alle autorità e ottenere l'intervento immediato del personale preposto alla sicurezza.

06 Ottobre 2011