Ricette per la crescita/5. Sciolla: "Dare priorità alla Ngn"

RICETTE PER LA RIPRESA/5

L'Italia digitale è una leva da considerare per rimettere in moto il Paese? E con quali misure? La parola a 15 top manager dell'Ict. Ecco la ricetta di Corrado Sciolla, amministratore delegato di BT Italia

di Corrado Sciolla, Ad di BT Italia
Oggi il Paese ha disperatamente bisogno di “ricette per la crescita” in grado di rilanciare lo sviluppo. La rete Ngn va certamente annoverata tra le priorità in grado di portare nuova “energia” al nostro Sistema. Anche gli ultimi dati Assinform - Ict in flessione del 2,4% - confermano che in assenza di uno “scossone” l’hi-tech in Italia continua a perdere quota.

Disporre in tempi brevi di una rete ad elevate prestazioni rappresenterebbe un volano fondamentale per le aziende italiane e, di riflesso, per il nostro sistema produttivo. Solo una rete molto performante infatti può assicurare alle aziende l’accesso, da subito, a nuovi servizi quali il cloud computing, gli hosted services o la telepresence.

Si tratta di servizi fondamentali per permettere alle aziende di riguadagnare la produttività che è venuta a mancare all’Italia negli ultimi 15 anni - dal 1998 ad oggi l’Italia ha perso tra l’1 e l’1,5% di produttività l’anno rispetto alla media europea - e che è andata di pari passo con la perdita di posizioni del nostro Paese sia nella diffusione di nuove tecnologie sia nell’ancora scarsa digitalizzazione della PA che dovrebbe fare da traino alla crescita della domanda di banda larga da parte di famiglie e aziende.

Il vero rischio è che in Italia, in mancanza di un progetto serio per la realizzazione di una rete Ngn, gli operatori mobili, che hanno sempre goduto di una favorevole asimmetria regolamentare, realizzino quattro reti Lte, che però non saranno in grado di garantire il livello di performance di una Ngn.

Le aziende, per essere competitive e sfruttare il vantaggi del cloud, dell’erogazione di servizi in modalità “as a service” hanno bisogno di una rete che offra banda minima garantita, 24 ore al giorno, non solo a rete scarica, come succede adesso. Ciò significa un’attenzione non solo alla rete d’accesso ma anche alla “rete di backhauling”, che diventeranno il vero collo di bottiglia “strozzando” le performance della rete attuale.

Del resto, l’impatto positivo degli investimenti in innovazione - e la rete Ngn, per le sue capacità di “trascinamento”, ne è l’esempio più calzante - è testimoniato anche da una recente ricerca di Oxford Economics. Se l’Europa investisse, entro il 2020, in innovazione come gli Usa, il suo Pil potrebbe crescere di ulteriori 760 mld di euro (+5% rispetto al forecast). Per l’Italia l’impatto è addirittura superiore: + 7% pari a 130 mld. Mi pare che si tratti di numeri che si commentano da soli.

07 Ottobre 2011