Calabrò: "Frequenze tivù aumentare il canone"

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Il presidente dell'Agcom propone una revisione delle tariffe di concessione nel settore televisivo, oggi fissate a circa l'1% del fatturato. E sulla società della rete puntualizza: "La banda larga mobile integra, non sostituisce la banda larga fissa"

di P.A.
“Aumentare il canone di concessione delle frequenze tv, oggi fissato a circa l1% del fatturato, parametrandolo più adeguatamente all’utilizzo della banda”. Questa la proposta avanzata da Corrado Calabrò, presidente dell’Agcom, in un’intervista al Sole 24 Ore. Calabrò risponde così alla domanda se non sia contraddittorio che nello stesso momento lo stesso bene (le frequenze a 800 MHz ndr) sia messo all’asta per un utilizzo nelle Tlc e venga invece “regalato” alle televisioni nel “nel “beauty contest”.

Il presidente premette che “Questo procedimento (il beauty contest ndr) nasce da una procedura di infrazione aperta dalla Commissione europea per insufficiente pluralismo televisivo in Italia – dice Calabrò – e da una susseguente trattativa tra il viceministro per le comunicazioni e la Commissaria Reding. Le frequenze tv sono sempre state assegnate per via amministrativa a titolo non oneroso; non solo in Italia ma anche negli Stati Uniti. Ciò stante - prosegue Calabrò - adottare criteri di assegnazione onerosa per i nuovi entranti avrebbe costituito una discriminazione rispetto a chi aveva avuto le frequenze senza pagare. Certo, da quando quella delibera è stata adottata, ne è passata di acqua sotto i ponti. Certo, alterare il confronto competitivo in corso, legislativamente definito, non si può”.

Per quanto riguarda l’utilizzo della parte di cassa derivante dall’asta Lte riservata allo sviluppo del broadband, il presidente Calabrò esprime il suo parere sull’intenzione del ministro per lo Sviluppo economico Romani di puntare sulla società della rete. “”Sono decisioni di politica industriale – dice Calabrò – Io mi limito a dire che per gli interventi pubblici negli investimenti per le Ngn occorre un cambiamento di mentalità che ancora non vedo né negli operatori, né al tavolo Romani, né nella Commissione europea. Lo sviluppo del mobile non fa venir meno la necessità della realizzazione di un rete in fibra. La costruzione dei treni veloci non riduce l’importanza di costruire aeroplani. Date le modalità d’uso, la banda larga mobile integra, non sostituisce la banda larga fissa”.

07 Ottobre 2011