Gamberale (F2i): "Metroweb veicolo della fibra in Italia"

CONVEGNO BETWEEN CAPRI

"No a una nuova Iritel", dice il numero uno del fondo che ha acquisito la società della fibra milanese insieme ad altri soci:"La fiberco non serve: estenderemo l'esperienza di Milano anche altrove partendo dai distretti industriali". Appoggi al progetto da Bassanini (Cdp) e Parisi (Confindustria Digitale)

di Mila Fiordalisi
"Riprodurre il modello Metroweb nelle altre città". E' questo il piano annunciato da Vito Gamberale, amministratore delegato di F2i in occasione del convegno "Agenda digitale: Action" organizzato da Betweeb a Capri. Gamberale dice no alla società della fibra annunciata dal ministro Romani. "Abbiamo dato nuovo azionaratiato a Metroweb. C'è banca Intesa e da ieri A2A: vogliamo estendere l’esperienza di Milano al resto di italia. Ma ciò richiede alleanza con gli operatori e regole adeguate". Secondo Gamberale "abbiamo bisogno di regolazione ex post più che ex ante. Il governo ha avuto un approccio politico più che tecnico, ha aperto dei tavoli, e propone la costituzione di una società pubblico-privata: ebbene questo significa tornare indietro. Parecchi hanno manifestato scetticismo: l’iniziativa va lasciata ai privati creando una regolamentazione che favorisca e limitando le imposizioni. La società della rete desta forti dubbi: il governo si metterebbe a fare l’operatore 20 anni dopo Iritel. Una società pubblica ora nascerebbe senza competenze tecniche.Questa non è la strada: piuttosto il governo dobrebbe stimolare la stesura di decreti locali per portare la fibra".

Ambizioso il piano di Metroweb: "Metroweb è stata il motore dell'avanguardia nella banda larga: Milano è stata per anni faro mondiale e F2i intende fare leva sul patrimonio tecnologico e sul management: vogliamo sviluppare un progetto di lungo termine a Milano, nella Regione e nelle altre città. Metroweb potrebbe fare da veicolo per l'espansione geografica". In dettaglio il progetto mira a cablare 40mila edifici a Milano per poi estendersi al di fuori della città. "Il progetto è aperto a tutti gli operatori a condizioni non dicriminatorie". L'approdo nel resto del territorio "sarà preceduto da un rassemblement di ciò che esiste già per poi avviare l'espansione geografica. Metroweb andrebbe a ricalcare offerta commerciale che giò propone a Milano".

Si parte dunque dai distretti industriali e dall'utenza business: "La prima naturale utenza per la banda ultralarga è il mondo delle imprese, dei distretti industriali. Quindi bisogna procedere in logica marlket driver. Poi c’è il mondo dei multimedia. E la PA può essere una fonte di utilizzo: ma si dice da molti anni e non sono partiti progetti concreti. Già nel 90 in Sip si parlava di telemedicina ma di progressi ne sono stati fatti pochi.  Non c’è dubbio che il driver della banda larga è fatto dall’utenza business, quello l’obiettivo che dobbiamo traguardare. Nel mondo consumer i servizi possono essere offerti con quello che potenzialmente c’è, l’adsl. Le reti mobili Lte potranno poi arrivare migliorare l'offerta".

La proposta di Gamberale viene appoggiata anche da Franco Bassanini presidente della Cassa Depositi e Prestiti. Parlando anche a nome di Giovanni Gorno Tempini amministratore delegato della Cdp, Bassanini si è detto è disponibile "a impegnare risorse finanziarie nel progetto Metroweb". 

"Molto interessato" al progetto Metroweb anche Stefano Parisi presidente di Confindustria Digitale "mentre trovo - ha detto dal tavolo del convegno Between di Capri - che non abbia senso fare una società pubblico-privata per la fibra. Anzi - ha concluso - il pubblico deve uscire dall'economia".

07 Ottobre 2011