Ngn, Asati: "No a rischio spezzatino della rete fissa di Telecom"

METROWEB

Franco Lombardi, presidente dei piccoli azionisti del gruppo Tlc, chiede lumi all'azienda sul piano industriale per la rete di nuova generazione alla luce del progetto Metroweb 

di P.A.
"In attesa di conoscere nel più breve tempo possibile il nuovo piano industriale di Telecom Italia sulla Ngn, vorremmo evitare che qualcuno inizi a preparare un progressivo e silenzioso outsourcing della rete fissa magari conferendo a Metroweb, con calma, la rete in rame per procedere così al sempre vituperato “spezzatino telefonico” che non solo mortifica la professionalità, il know-how e mette a rischio i dipendenti ma danneggia, ovviamente, tutti gli azionisti di minoranza di Telecom Italia". Così in una nota Franco Lombardi, presidente di Asati, l’associazione dei piccoli azionisti del gruppo di tlc.

Lombardi ricorda che "il 5 ottobre Asati aveva proposto come utile a Telecom Italia ed indispensabile al proprio sviluppo e a quello del sistema-Paese, un aumento di capitale di 5 miliardi di euro al servizio di un progetto strategico e industriale che il management avrebbe dovuto presentare ai suoi azionisti e al mercato: riduzione sensibile del debito; già promesso aumento del 15% annuo dei dividendi; avvio indispensabile della rete Ngn nelle aree economicamente vantaggiose".

“A valle del nostro comunicato - continua il presidente - il giorno dopo i vertici della società si sono affrettati ad affermare perentoriamente che Telecom Italia non aveva bisogno di nessun aumento di capitale, perché aveva molta liquidità, senza peraltro nemmeno sfiorare il tema riguardo l’etica aziendale. In ogni caso,dal convegno Between di Capri apprendiamo che Metroweb, del fondo F2i, si candiderebbe ad essere il veicolo per la realizzazione della rete Ngn nelle aree del Paese economicamente vantaggiose partendo da Milano e collegando in fibra ottica i primi 750mila clienti. A questa proposta, Bernabè ha risposto 'valuteremo se partecipare al progetto', e 'condivido da subito l’idea di Gamberale'".

"Facciamo notare che nelle principali 12 città italiane i clienti da collegare sono circa 4 milioni e con tecnologia mista Ftth/Gpon (fibra a casa) e Fttc (fibra al marciapiede) occorre un investimento di circa 2 miliardi da realizzare nei prossimi 3-4 anni - precisa Lombardi - E’ possibile che Telecom Italia, controllata dal gotha della finanza Italiana Telco (i cui azionisti capitalizzano più di 120 miliardi di euro in borsa e cioè un terzo di tutta Piazza Affari) non trova l’argent de poche per promuovere un investimento di questa portata diluito in più anni? Un progetto la cui reddittività minima sarà almeno del 7-8%, perché se non fosse sarebbero folli gli azionisti di Metroweb a farlo! Stiamo parlando di un progetto indispensabile per lo sviluppo del Paese e fondamentale per il ruolo domestico di Telecom Italia!".

"Lo scorso 25 febbraio - conclude il presidente - illustrando i risultati 2010 e piani 2011-2013 Bernabè indicava in circa 2,5 milioni le case ‘passed’ a fine 2011; a che punto siamo oggi? lo stesso ad il 21 settembre scorso a Londra dichiarava che l’effetto dell’esborso per le frequenze Lte sarà depressivo sulla concorrenza nel fisso e quindi sugli investimenti nella rete Ngn".

10 Ottobre 2011