L'iPad traina il mercato della videoconferenza

L'ANALISI

Grazie all'avvento delle "tavolette" l'utilizzo delle comunicazioni video va verso la "consumerizzazione". Frost & Sullivan: business da 5 miliardi di dollari nel 2016

di Patrizia Licata
La videoconferenza cambia volto. Una volta accessibile solo alle grandi aziende, oggi si avvicina al mondo delle piccole e medie imprese, e anche dei consumatori, grazie a tablet e smartphone. Tanto che molti analisi la vedono come l’applicazione del futuro per i sempre più onnipresenti cellulari evoluti.

Ma saranno le pmi a far crescere le entrate del video-conferencing nei prossimi anni: “E’ una tecnologia che offre numerosi vantaggi, come la riduzione dei costi di viaggio, il miglioramento della produttività e la riduzione delle emissioni inquinanti”, afferma l’analista di Ovum Richard Thurston. "E la qualità oggi è molto migliorata”.

Tanto che la videoconferenza si sta diffondendo tra aziende di ogni settore. La telemedicina, per esempio, sta sperimentando un vers boom perché permette di portare assistenza in aree remote, difficili – e costose - da raggiungre. "La telemedicina offre la possibilità di avere consulti con lo specialista ovunque si trovi il paziente”, nota il presidente di Manhattan Research, Meredith Ressi. "L’impatto sul sistema sanitario di un Paese può essere notevole".

I sistemi di videoconferenza vengono usati anche nelle università per permettere agli studenti di seguire corsi non disponibili in sede, ma non sono solo le applicazioni high-end a guidare la crescita: le agenzie pubblicitarie, per esempio, anche di piccole dimensioni, possono usare questa tecnologia per fare presentazioni di prodotti e servizi a clienti in altre città.

La diffusione tra aziende di tutte le dimensioni fa parte di quello che gli analisti definiscono la “consumerizzazione” del segmento: i device diventano meno costosi, le piattaforme usano la banda larga in modo più efficiente e la banda larga stessa diventa a sua volta più economica e diffusa.

Secondo Ced, il 62% degli americani usa la videoconferenza o la video chat ogni settimana; per Frost & Sullivan il 67% delle aziende usa la videoconferenza e il mercato legato a questa tecnologia varrà 5 miliardi di dollari nel 2016. Grazie a Skype, Google+, FaceTime e altri servizi gratuiti di video chat la tecnologia è diventata parte della vita e del lavoro quotidiano degli americani. E’ un trend che è partito dal mercato consumer per conquistare le piccole e medie imprese: "Il movimento del social networking sta invadendo anche il segmento business”, afferma il Cto di Telesphere, Sanjay Srinivasan.

Anche i provider di servizi di videoconferenza stanno incrementando la loro offerta, sia a livello high-end che di medio livello: alcune offerte cloud partono da 10 dollari al mese, davvero alla portata di tutti. E anche i produttori di sistemi di videoconferenza cominciano a pensare alle Pmi.

Le piattaforme mobili saranno la chiave per il boom e il merito, riconoscono gli analisti, è di Apple: il lancio nel 2010 dell’iPad ha rivoluzionato il mondo del mobile computing ma l’arrivo dell’iPad 2 con la sua web camera ha dato slancio alle chiamate video e alle videoconferenze su mobile: molte aziende hanno adottato l’iPad 2 come endpoint. Mentre un’ora in una sala di telepresenza affittata da Cisco, Polycom o Radvision può costare mille dollari, in molti casi le apps per iPad sono gratis. E, con 900 milioni di tablet previsti per il 2016, è chiaro che il mercato potenziale è enorme. "Presto, sarà strano fare una conference call che non sia una videoconferenza", conclude Bernardo de Albergaria, VP and GM of collaboration di Citrix Online.

10 Ottobre 2011