Grillo:'Passa per la banda larga il rilancio dell'Italia'

L'intervento

Riceviamo e pubblichiamo una sintesi della relazione del senatore Luigi Grillo al seminario organizzato da Astrid

di Luigi Grillo*

L’obiettivo che dobbiamo prefissarci è il recupero, da parte dell’Italia, delle posizioni perse, con effetti positivi sul Pil e sull’occupazione del Sistema Paese. Obiettivo praticabile, a norme vigenti, per il progetto d’infrastrutturazione a banda larga che, valorizzando lo Stato in posizione di terzietà, annulli il digital divide, supporti e rilanci la ricerca e l’industria Tlc in Italia, assicuri l’ammodernamento e l’interoperabilità della Pubblica amministrazione, accresca la competitività delle aree produttive con risorse stimabili in 5 miliardi di euro in 5 anni di cantieramento a partire dal 2009.

Tutti i 60 milioni di abitanti dell’Italia, le aziende nazionali e multinazionali produttive nel nostro Paese hanno gli stessi diritti e ci domandano di “iniziare a fare” ricordandoci che siamo tra i primi Paesi al mondo come mercato per l’industria delle telecomunicazioni, ma che siamo, in questi anni, precipitati al 22esimo posto della classifica Ocse per la banda larga. Ogni osservatorio, ogni convegno, ogni commissione di studi istituzionale e privata concorda sull’arretramento tecnologico, sulla frenata degli investimenti degli operatori di telecomunicazioni, sull’esigenza di una diversa competività, sul bisogno di un investimento importante ed urgente che la crisi internazionale rende difficilmente affrontabile solo dallo Stato ed impossibile solo dal Privato.

Stop alle parole ed avanti con i progetti con una forte partecipazione privata resa possibile dalle vigenti norme applicate con successo nel settore delle infrastrutture in tutta Europa. Una visione moderna, concreta e certa nei tempi,non vincolata e frenata dagli interesse dei singoli, che apre a tutti il diritto di partecipazione con investimenti o come Cliente di una rete pubblica, qualitativamente monitorata e tecnologicamente disposta all’evoluzione e agli interesse dello Stato e del Mercato, che ci metterebbe in Europa al riparo dal rischio d’infrazioni per aiuti di Stato con un progetto dove l’intervento economico del partner privato può arrivare sino al 50% dell’investimento pubblico. In questo modo, dai previsti circa Euro 1 miliardo e 400 milioni di investimenti a circa Euro 5 miliardi di cantieri aperti a partire dal 2009. Imprenditori del settore infrastrutture, in trasparenza, presentino la propria manifestazione d’interesse al Governo, superando così le vecchie ed opache logiche lobbiste."

* Senatore, Presidente della Commissione Telecomunicazioni e Lavori Pubblici del Senato

24 Giugno 2009