Vint Cerf: "Per rendere sicuro Internet bisognerebbe ricrearlo daccapo"

INNOVAZIONE

Secondo il "padre" del web una nuova versione della Rete potrebbe dare più peso ad autenticazione e sicurezza. La società 41st Parameter ha un progetto basato su crittazione, biometria e macchine virtuali. Ma occorre il sostegno di governi, banche e telco

di Patrizia Licata
Internet non è abbastanza sicuro. Il rimedio? Rifarlo da capo, creando un nuovo Internet, un Internet 2. A dirlo è Vint Cerf, il padre fondatore del world wide web, che oggi riconosce che né lui né l’altro fondatore, Bob Kahn, si sono occupati a sufficienza della sicurezza quando hanno costruito le fondamenta del web. E la sua opinione, secondo quanto riporta oggi il Financial Times, è che il modo migliore per difendersi dai cyber-attacchi è ricostruire la rete da capo. “Avrei curato meglio gli aspetti dell’autenticazione e dell’autenticità: da dove viene questa email, con quale device sto parlando...sono elementi che farebbero una gran differenza”, afferma Cerf.

Oggi la battaglia per rendere Internet sicuro è impossibile da vincere, secondo Ori Eisen, fondatore della società della sicurezza 41st Parameter, che difende le banche dai crimini online. Una progettazione iniziale con alcune falle – ovvero con protocolli Internet che si fondano sulla fiducia e permettono il pieno anonimato – ha aperto le porte agli attuali problemi di sicurezza, sottolinea, e rende la lotta al cybercrime una rincorsa in cui i difensori della security restano sempre un passo indietro.

Ma allora, come dovrebbe essere un Internet sicuro? Eisen ha disegnato un progetto per una sorta di “Internet 2” in un documento chiamato Project Phoenix. Si parla di identificazione biometrica, crittazione di tutte le digitazioni sulla tastiera e macchine virtuali create per ciascuna transazione.

Questo progetto trova il supporto di tutta l’industria della sicurezza: per esempio Michael Barrett, capo della security di PayPal, lo definisce “una prospettiva molto confortante, un grande aiuto”. “Ci sono molte persone nella nostra comunità che sostengono da tempo che è ora di premere il proverbiale tasto ‘reset’ e ricominciare dall’inizio”, aggiunge Barrett.

Il governo americano ha già mosso alcuni passi in questa direzione. Alcune società che lavorano per il Pentagono e i suoi progetti avanzati di ricerca sulla difesa stanno studiando una possibile nuova architettura per Internet, pur se mirati alle reti del governo e non per i più vasti usi civili.

Insomma, il nuovo Internet, per quanto incontri il plauso dell’industria della sicurezza, sembra per ora destinato a rimanere un progetto sulla carta, anche perché, secondo Ted Schlein di Kleiner Perkins, il principale investitore di 41st Parameter, il piano non può funzionare senza un mandato governativo o un consorzio di banche o società telecom che partecipano.

“Il concetto di una rete più sicura per la quale clienti o vendor sono disposti a pagare è probabilmente l’unico modo per offrire la sicurezza di cui le persone hanno bisogno”, afferma Schlein.

Cerf pensa che l’ubiquità dell’attuale Internet non deve necessariamente bloccare l’adozione di una nuova versione. “Sono sempre interessato alle idee nuove”, afferma Cerf. “E’ vero che Internet è dappertutto, ma questo non impedisce di crearne uno nuovo che prima o poi lo sostituisca”.

12 Ottobre 2011