L'appello di Confindustria e sindacati "Il surplus dell'asta Lte vada all'Ict"

L'EXTRAGETTITO

Asstel, Assinform e Slc-Cgil chiedono al governo di tornare sui suoi passi. Le risorse dovranno essere destinate alla realizzazione delle reti di nuova generazione e alla digitalizzazione della PA

di Paolo Anastasio e Federica Meta
Aziende e sindacati bocciano la bozza del ddl Stabilità che destina il surplus dell'asta Lte all'istruzione e all'ammortamento dei titoli di stato. Il prima linea Asstel, Assinform, ma anche la Cgil, che chiedon a gran voce che il tesoretto torni al settore delle Ict.

Stefano Parisi, presidente di Asstel, augurandosi che "il Governo torni sui suoi passi perchè "gli investimenti nelle reti di nuova generazione sono un volano per la crescita economica", sottolinea che "le aziende di Telecomunicazioni sono consapevoli della situazione di finanza pubblica e non chiedono aiuti, ma ritengono che se ci dovessero essere risorse disponibili, queste possano essere ben impiegate per eliminare definitivamente il digital divide".

"Gli operatori di Tlc - ricorda Parisi - hanno presentato recentemente al Governo un progetto per portare l’infrastruttura in fibra ottica a sessanta distretti industriali, che significa dare accesso a banda larga a più di 200mila imprese, e per assicurare le connessioni in fibra per il collegamento delle reti mobili per i Comuni sotto i 3mila abitanti. Ci auguriamo che il Governo prenda nella dovuta considerazione tali progetti che potranno assicurare in tempi rapidi il miglioramento della competitività delle imprese italiane e incentivare lo sviluppo dei territori".

Paolo Angelucci, presidente di Assinform propone di destinare "duecento milioni di euro (pari a poco più del 12% del surplus) alla dematerializzazione e ai processi di switch-off dalla carta nella PA significhrebbe avere non solo ricadute dirette sull'innovazione e qualità dei servizi pubblici e sull'aumento dell'occupazione giovanile, ma indurrebbero investimenti dal parte delle imprese e dell’ industria IT dell’ordine di 1 miliardo di euro, essendo 5 il fattore moltiplicatore degli investimenti in tecnologie digitali".

“Siamo consapevoli della delicata situazione delle finanze pubbliche - continua a Angelucci – ma proprio per questo invitiamo il Governo a un ripensamento. E’ il momento di valutare l’opportunità che si presenta oggi al Paese di poter ottenere, anche con poche risorse extra budget, ritorni rapidi in termini di spinte verso la crescita e la modernizzazione. L’innovazione tecnologica al servizio dei cittadini, delle imprese e delle pubbliche amministrazioni, è una leva di sviluppo e di benessere per la collettività e sarebbe assolutamente necessario utilizzare una parte delle risorse aggiuntive nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione con interventi sia sul lato dell’offerta tramite l'estensione della fibra ottica in primis nei distretti industriali, che su quello della domanda di servizi innovativi a partire da quelli delle Pubbliche Amministrazioni. L’Expo 2015 è alle porte, abbiamo una vetrina mondiale a cui l’Italia non può rinunciare e deve presentarsi con infrastrutturazione e servizi avanzati recuperando un’immagine di paese moderno e competitivo".

La Slc-Cgil chiede a gran voce che gli 800 milioni rimangano in dote al ministero dello Sviluppo economico. "Le risose, che che già rappresentano una cifra esigua - dice Alessandro Genovesi, segreario nazionale Slc-Cgil - devono subito essere spesi all’interno di una strategia che, coordinandosi con le decisioni dell’Agcom da qui a fine anno, favorisca gli investimenti privati per la creazione delle reti Ngn e una seria politica di riduzione del digital divide utilizzando tanto le reti fisse che mobili”

“Siamo già in ritardo con gli obiettivi di Agenda Digitale, migliaia di imprese e di lavoratori aspettano un segnale chiaro e concreto per una crescita che dia occupazione di qualità, valorizzazione delle professionalità, nuove occasioni - puntualizza il sindacalista - Cosa si aspetta? Quando si tornerà seriamente in questo Paese a lavorare per lo sviluppo e la crescita, mettendo da parte il furore ideologico contro lavoratori e pensionati?”

14 Ottobre 2011