Plum Consulting: Banda L entro un anno alle Tlc mobili

NUOVE FREQUENZE

Secondo la società di analisi è necessario riallocare lo spettro 1.4 Ghz per facilitare l'erogazione di servizi multimediali di vario tipo su 3G e 4G

di Alessandro Longo
"A settembre gli organismi europei hanno fatto i primi passi in un piano che porterà ad assegnare le frequenze a 1,4 GHz alla banda larga mobile entro un anno", annuncia trionfante Phillipa Marks, direttore di Plum Consulting. È da mesi che l’osservatorio di ricerca preme in questa direzione, notando come quella banda di frequenze (1452-1492, anche detta banda L) adesso non è di fatto utilizzata in Europa e darebbe risorse preziose alla telefonia mobile. Plum calcola in 54 miliardi di euro il beneficio che ne verrebbe per l’economia europea in dieci anni.

“Il principale ostacolo all’uso dei 1,4 GHz per la banda larga mobile è che finora sono stati allocati per la mobile tv… ma di recente è apparso chiaro a tutti che questa tecnologia è un flop”. “Tanto che nessun operatore utilizza gli 1,4 per la mobile tv”. Quei pochi operatori che ancora offrono questi servizi (con tecnologia Dvb-h) usano frequenze diverse (500-600 MHz, banda Uhf).

Plum nota anche che al settore serve proprio avere gli 1.4 GHz. Adesso stanno ricevendo quelle del dividendo digitale (800 MHz) e dei 2.6 GHz e non ne avranno altre almeno fino al 2018, se non si liberano gli 1,4 GHz.
In particolare, queste frequenze serviranno in funzione Sdl (Supplemental downlink). Gli operatori potranno usarle insomma per dare agli utenti più banda in download, associandole ad altre frequenze in diverse bande spettrali. Lo scopo è offrire servizi multimediali di vario tipo, su 3G e su 4G. Plum prevede che i servizi banda larga mobile avranno bisogno di risorse di download otto volte superiori a quelle di upload. Ma la nuova capacità disponibile per gli operatori aprirà la porta anche a modelli di business innovativi. Per esempio la vendita di apparecchi che integrano offerte di connettività gratuita per sempre (sulla scorta di quanto fa Amazon con il Kindle). O servizi mobili gestiti nella cloud, per l’utenza business. In alcuni Paesi, la nuova banda può favorire l’ingresso di altri concorrenti. In generale, Plum prevede che le nuove risorse faranno calare i prezzi per internet mobile e permetteranno di raggiungere gli obiettivi dell’Agenda Digitale europea (30 Mbps per tutti entro il 2020).

Problema: non si può decidere dall’oggi al domani di riallocare quelle frequenze. “Serve prima un piano europeo armonizzato e ha appena cominciato a lavorarci il Cept”. È la Conferenza europea delle amministrazioni postali e di telecomunicazioni, un istituto che coordina tutte le organizzazioni di settore europee. Plum prevede che ci vorrà un anno (fino a dicembre 2012) per il piano. I terminali ora in commercio non possono però usare quelle frequenze. Nel 2013-2014 quindi l’ente 3GPP dovrà preparare gli standard a tal scopo; i produttori svilupperanno i chip (Qualcomm - riferisce Plum - afferma che questo non è problematico). E quindi lo spettro sarà liberato. Non è ancora finita: a quel punto i produttori di cellulari e chiavette dovranno introdurre i chip e le antenne che supportino gli 1.4 GHz. Avverrà nel 2014-2015, secondo le previsioni di Plum. Fra quattro anni al massimo gli utenti potranno navigare in mobilità con il turbo della banda L, insomma. Sono buone frequenze, per la copertura: la loro capacità di propagazione è intermedia tra gli 800 MHz e i 2.1 GHz (ora usati per il 3G). “Credo che l’Europa farà da guida per l’uso di questa banda per internet mobile. Altri Paesi seguiranno”.

Quanto al resto: solo dopo il 2018 si libereranno frequenze a 3.5 GHz, 2.3 GHz e 700 MHz, ora occupate e utilizzate. Da varie parti, inoltre, si preme perché gli operatori siano autorizzati, dalle authority tlc nazionali, a usare le frequenze del Dvb-h per la banda larga mobile. Ma anche in questo caso bisognerà aspettare poi terminali in grado di gestirle.

17 Ottobre 2011