Google chiude Buzz, nel futuro Plus e l'anti-iTunes

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Il motore si libera delle attività non "strategiche" per concentrarsi sui servizi dotati di maggior potenziale di crescita. Addio anche a Code Search, Jaiku e ai siti Boutiques.com e Like.com

di Patrizia Licata
Google si libera delle attività non strategiche e si concentra sui business da cui si aspetta la massima spinta alla crescita: l’azienda ha annunciato la chiusura di una serie di servizi e l’intenzione di concentrarsi invece su quelli di maggior successo. Il primo ad essere dismesso, nel giro di poche settimane, sarà Buzz, sorta di social network, ma che ora è del tutto superato dal nuovo servizio Google Plus, che in pochi mesi ha attratto 40 milioni di utenti.

Proprio perché si concentrano ormai su Plus tutte le proposte social di Google, l’azienda rimuoverà anche le caratterisiche sociali dal servizio iGoogle a partire dal 2012. “Cambiare il mondo implica focalizzazione sul futuro ed onestà con il passato“, ha dichiarato il Ceo Larry Page.

Sempre dal prossimo anno, Google chiuderà Code Search e la relativa Api, che aiutava a cercare codice open source sul web. A gennaio Google metterà lo stop anche a Jaiku, un prodotto acquistato nel 2007 che permetteva agli utenti di mandare aggiornamenti agli amici. Infine, è stato già chiuso il sito di Google Labs e, come annunciato già da tempo, i siti Boutiques.com e Like.com saranno sostituiti da Google Product Search.

Si tratta di uno snellimento necessario per Big G, che vuole essere più efficace nel muovere concorrenza a Facebook con Google Plus e anche ad Apple, se è vero, come svelano alcune voci, che l’azienda guidata da Page sta lavorando allo sviluppo di un nuovo store musicale, pronto a lanciare la sfida ad iTunes.

17 Ottobre 2011