La biografia di Jobs: "Voleva distruggere Android"

RETROSCENA APPLE

Il libro, in uscita il 24 ottobre, rivela che il capo della Apple era determinato a una "guerra atomica" contro il sistema operativo rivale, considerato "merce rubata" a iOs

di Patrizia Licata
Steve Jobs era pronto a far guerra a Google senza esclusioni di colpi, per distruggerla e rimediare al danno che il software Android della rivale aveva fatto ad Apple copiando le sue tecnologie. E’ quanto emerge dalla biografia “Steve Jobs” di Walter Isaacson: il co-fondatore della casa di Cupertino, secondo quanto riporta l’Associated Press, che ha letto il libro in anteprima, era pronto a intraprendere una “guerra atomica” contro Android le cui caratteristiche erano per Jobs un “furto bello e buono”.

Jobs, allora Ceo della Apple, si sarebbe detto pronto anche a “spendere ogni centesimo dei 40 miliardi di dollari che Apple ha in banca per mettere a posto le cose”.

La tensione tra le due aziende è arrivata alle stelle quando Google si è servita del suo sistema operativo mobile Android per sfidare Apple nell’allora nascente, ma già dalle prospettive di crescita esplosive, mercato degli smartphone. L’accesa rivalità costrinse Eric Schmidt, a quel tempo Ceo di Google, a dimettersi dal cda Apple nel 2009.

“Voglio distruggere Android, perché è un prodotto rubato”, afferma Steve Jobs nel libro, riferisce l’Ap. “Farò scoppiare una guerra per questo”.

La biografia autorizzata di Isaacson, che uscirà il 24 ottobre, racconta anche di un’altra difficile battaglia, quella che Jobs ha combattuto col cancro. Il co-fondatore di Apple si faceva curare anche nel periodo in cui aveva pubblicamente dichiarato di essere guarito. Jobs aveva anche rifiutato inizialmente la chirurgia per il cancro al pancreas, rimandando di nove mesi un intervento che sarebbe stato necessario.

“Non volevo essere violato così”, ha confidato Jobs a Isaacson. Contro il parere della moglie, perciò, Jobs inizialmente seguì terapie di tipo spirituale e alimentare. Ma pentendosi poi della sua decisione, secondo il biografo: “Jobs si illudeva che forse, non pensandoci, facendo finta che quella malattia non esistesse...potesse scomparire magicamente. Nei nostri incontri, ne abbiamo parlato tanto”.

21 Ottobre 2011