App, in Italia giro d'affari a quota 60 milioni

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Secondo i dati degli Osservatori Mobile della School of Management del Politecnico di Milano il mercato è ancora piccolo ma è destinato a crescere. Rangone: "Molte le opportunità per le aziende, ma bisogna fare attenzione: l'arena è parecchio competitiva"

di F.Me.
Italia pronta a conquistare il mercato delle app, forte della sua leadership nel Mobile. A dirlo i numeri degli Osservatori Mobile della School of Management del Politecnico di Milano, presentati nella giornata conclusiva dello Smau di Milano, che rilevano come il nostro Paese - contrariamente al più tradizionale mondo dell’Internet Pc-centrico in cui siamo da sempre il fanalino di coda - non ha nulla da invidiare alla maggior parte degli altri Paesi europei per la penetrazione di smartphone che si attesta al 39% e per la diffusione di broadband Mobile (39%). Per il numero di Mobile Surfer l'Italia raggiunge quasi i 13 milioni al mese, pari alla metà del totale utenti Internet. Interessante anche il tipo di uso che gli utenti fanno dello smartphone, che va be al di là della semplice comunicazione. Inoltre il Polimi rileva una presenza significativa degli operatori tricolore anche nei mercati internazionali. Tutti elementi che possono facilitare l'espansione del mercato delle apps.

“Sono molteplici le opportunità per le aziende italiane, tanto che il nostro augurio è che nei prossimi anni possano esportare la loro expertise sul Mobile all’estero, come accaduto per i contenuti Mobile più tradizionali negli anni scorsi - spiega Andrea Rangone, Responsabile Osservatori Ict & Management del Politecnico di Milano - Tuttavia è necessario prestare attenzione poiché la partita è estremamente complessa, dal momento che l’arena è ipercompetitiva e il mercato delle app è ancora piccolo, pari a circa 60 milioni di euro nel 2011 in Italia e a quasi 3 miliardi di euro nel mondo”.

Una fotografia del mercato delle applicazioni è dato dal Mobile App Awards, che ha visto la candidatura di ben 188 applicazioni Consumer da parte di oltre 145 aziende o sviluppatori indipendenti e 78 applicazioni Business, relative a 65 aziende o sviluppatori indipendenti. Tra le aziende candidate, molto rilevante è stata la presenza di piccole imprese e sviluppatori indipendenti, a testimonianza del grande fermento imprenditoriale che il mercato delle Mobile Apps sta attivando.

Una forte eterogeneità si è riscontrata nella tipologia di applicazioni candidate: il 28% appartiene alla categoria “Utilità, Strumenti e Produttività”, il 25% a “Giochi e Intrattenimento”, il 24% a “Mobile Marketing & Service”, il 16% a “Informazione, Media ed Editoria” e il 7% a “Mobile Commerce & Payment”.

Tre su quattro applicazioni candidate sono state sviluppate per gli Smartphone, una su quattro per i New Tablet. Oltre il 75% delle applicazioni fa riferimento al mondo Apple, solo il 10% e 3% rispettivamente ad Android-Google e BlackBerry.

Per quanto riguarda infine il modello di ricavo, si evidenzia una forte presenza di applicazioni free (67%) e solo l’11% prevede la presenza dell’in-app billing.

Da ricordare infine i vincitori dei Mobile App Awards Consumer: per la categoria “Informazione, Media ed Editoria”, Rome Mvr R di Altair4 multimedia; per la categoria “Giochi e Intrattenimento”, Pet Pals-Marco Polo's Code di Melazeta; per la categoria “Mobile Marketing & Service”, Activia di Danone; per la categoria “Utility, Strumenti e Produttività”, Prezzi Benzina di Due PuntoUno; per la categoria “Mobile Commerce & Payment”, Promod dell’omonima Promod.

Per le App Business, metà dei candidati erano nella categoria “Business Intelligence e Altre App Innovative”, il 32% era relativo a soluzioni a supporto della Forza Vendita (categoria “Sales ForceAutomation”) e il restante 18% riguardava App di “Work Force Automation”.

A differenza delle candidature ricevute per il mondo Consumer, tra le App Business hanno dominato quelle sviluppate per i dispositivi New Tablet (58%) rispetto agli Smartphone. Inoltre, nonostante più della metà delle App (56%) sia specifica per il mondo Apple, la quota di Android-Google e BlackBerry è maggiore (rispettivamente 21% e 4%), a riprova che questi sistemi operativi rappresentano sempre più, soprattutto nel mondo Business, una valida alternativa all’offerta del “first mover”.

21 Ottobre 2011