Patuano: "Con Metroweb siamo in fase di progettazione operativa"

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Nessun ingresso nel capitale ma collaborazione per esportare il modello milanese della fibra: Telecom Italia entra "nel vivo" del progetto annunciato da Vito Gamberale. E l'Ad torna sul "tema" Fiberco: "La questione non è realizzare una rete massiva ma portarla dove è necessario. Nelle aree a market failure serve il coinvolgimento dello Stato"

di Federica Meta
Telecom e Metroweb sono ''in una fase di progettazione operativa per vedere se è possibile esportare il modello adottato a Milano per portare la fibra nelle altre città''. Lo ha annunciato l’amministratore delegato di Telecom Italia Marco Patuano, a margine del convegno “Open the door to new service: il Codice dell’amministrazione digitale”, organizzato a Roma dall’operatore. L’evento è stato l’occasione per fare il punto sulla collaborazione tra le due società nella realizzazione delle reti di nuova generazione, dopo che il presidente esecutivo Franco Bernabè aveva dato l’endorsement al progetto di Vito Gamberale, presidente di F2i che controlla Metroweb.

Metroweb, con la sua attività volta a portare la fibra ottica a partire da Milano ''è la dimostrazione - ha puntualizzato Patuano- che il mercato opera dove non ci sono aree a fallimento di mercato. Noi siamo interessati ed attualmente stiamo lavorando con i colleghi di Metroweb a livello di operations”. Al momento ''si inizia a ragionare di Milano, poi vediamo se si tratta di un modello esportabile per portare la fibra in altre città''.

Quanto alla possibilità che Telecom entri nel capitale di Metroweb, il manager ha precisato che “non si tra parlando di questo”. “Siamo in una fase di confronto sulla progettazione”, ha sottolineato ancora.

Parlando invece dell’opportunità di creare una società della fibra per realizzare le Ngn, così come vorrebbe il ministro Romani, Patuano posto l’accento sulla necessità di capire, non tanto se la banda ultralarga serve ma “dove” serve. “Bisogna partire dove serve la rete – ha detto – Se vogliamo portare la fibra dentro le case, nelle città, forse è il caso di dire che non è necessario. Lo è invece nei distretti industriali o nelle centrali periferiche, ad esempio. Telecom Italia ha un programma di investimenti che risponde a quesiti del genere. Del resto per la fibra già molto si è fatto con Infratel. Se partiamo dal mercato, più che a un progetto che si proponga di costruire massivamente una rete di fibra, siamo favorevoli a progetti specifici che supportano dove occorre".

A questo proposito Patuano ha ricordato che il progetto di TI di portare la rete di nuova generazione in 13 città “va avanti e non è cambiato”, anche se “ladove sarà possibile avvalersi della cooperazione di soggetti che operano nelle singole aree, Telecom è disponibile a farlo”.

Secondo l’Ad il ruolo dello stato è importante per portare la fibra nelle aree a fallimento di mercato (zone rurali, scarsamente popolate o a bassa penetrazione industriale) e nel percorso di digitalizzazione della pubblica amministrazione mentre "dove non c'è fallimento di mercato siamo convinti che il mercato stesso possa fare la sua parte".  "Le società private - ha aggiunto Patuano -hanno i loro piani di investimento. Allo  stesso tempo ci sono sicuramente aree di progettualità dove il pubblico deve impegnarsi con grande impeto: ad esempio lo sviluppo dell'amministrazione digitale. Che ci sia una governance centrale in questo ambito mi sembra naturale".

Il manager definisce la PA digitale “una priorità, un grandissimo progetto". In questo senso il Codice dell’amministrazione digitale rappresenta “un passaggio estremamente importante perché definisce le basi regolatorie dei processi innovativi”. Ma di fronte alla crisi il ruolo dello stato – almeno sul versante dell’erogazione di fondi ad hoc – può risultare ridimensionato. In questo contesto è importante – ha ricordato l’Ad di Telecom - il ruolo del project financing, soprattutto per le iniziative di smart cities. “Telecom Italia, ad esempio ha investito 40 milioni di euro nell’Expo per la realizzazione di una rete in fibra e di un network Lte e nell'implementazione di un'ampia gamma di servizi IT. Questo è un esempio di project financing efficace”.
Altro strumento chiave è “il cloud compting che permette alla PA di innovare a costi molto più bassi anche in periodi dove la capacità di investimento del settore pubblico risulta fortemente ridimensionata”.

25 Ottobre 2011