Lte, per le telco strada in salita

FOCUS/1

Investimenti per almeno un miliardo a testa, ma sul percorso resta l'ostacolo degli 800 MHz ancora occupato dalla tivù. Tutte le frequenze acquisite saranno usate per il 4G. I primi servizi nel 2012

di Alessandro Longo
Dopo la prova di forza, quella del coraggio. L’asta è stato un braccio di ferro dispendioso, ma il bello arriva ora: la scommessa, senza indugi, sulla nuova rete 4G.

Gli operatori mobili sono pronti a investire almeno un miliardo a testa nel breve-medio periodo. È proprio un momento in cui l’Italia chiede tanto a questo mercato. Ci sono aspetti ricorrenti, infatti, nelle voci dei protagonisti delle quattro telco aggiudicatarie delle frequenze in gara (si vedano interviste alle pagine 4 e 5).

Ribadiscono tutti che hanno speso tanto, possono solo sperare che il governo manterrà le promesse sulla liberazione delle frequenze 800 MHz entro dicembre 2012. Nel frattempo dovranno continuare a investire in nome dell’Internet mobile a fronte del costante calo dei ricavi voce.

Gli operatori hanno idee chiare e comuni anche su come costruire la rete e sfruttare le frequenze. Prevedono di fare il primo lancio dell’Lte (100 Mbps) nel 2012, sfruttando le frequenze che si libereranno prima degli 800 MHz, cioè i 1.800 e i 2.600 MHz. L’avvio di massa del 4G avverrà però nel 2013 e negli anni diventerà pari all’attuale copertura Umts/Hspa (90% circa della popolazione). Certo è che tutti gli operatori useranno le nuove frequenze solo per l’Lte, assicurando che l’Umts/Hspa non soffre di problemi di saturazione dello spettro.

Tutti dicono che dovranno non solo aggiornare gli attuali siti, aggiungendo nuove antenne, ma anche crearne nuovi. Le frequenze a 800 e 2600 MHz hanno caratteristiche diverse (per capacità di copertura), rispetto a quelle che gli operatori hanno maneggiato finora. Per sfruttarle al meglio servono quindi siti creati ad hoc, nei punti più idonei. Per i nuovi siti e per alcuni dei vecchi, dovranno inoltre potenziare il backhauling (con fibra ottica o ponti radio a un Gb), il che servirà anche ad ampliare la copertura Hspa a 42 Mbps.

Tim, Wind e Vodafone si sono aggiudicati frequenze a 800 MHz (del dividendo digitale) e le useranno per estendere la copertura base dell’Lte quanto più possibile, anche nelle zone rurali. Questa banda assicura infatti la migliore penetrazione del segnale; richiede meno antenne, rispetto alle altre frequenze, per coprire il territorio. 3 Italia sopperirà investendo di più in antenne, con i soldi risparmiati per il fatto di non essersi aggiudicato gli 800 MHz.

I 1.800 MHz e soprattutto i 2.6 GHz serviranno a tutti gli operatori per gestire i picchi di traffico nelle zone più densamente popolate e così dare una velocità reale più vicina ai 100 Mbps (che sono teorici). Come cambieranno le dinamiche competitive? Telecom Italia ritiene che dopo l’asta ci sarà un consolidamento, ergo sparirà l’attore più debole; ma 3 Italia è convinta del contrario.

“È possibile che con l’Lte aumenterà la sostituzione fisso-mobile”, prevede Cristoforo Morandini, di Between-Osservatorio Banda larga. “Circa un quarto o un quinto degli attuali utenti Adsl diventeranno contendibili dalla banda larga mobile”.

Telecom, Wind e Vodafone ritengono che le due tecnologie resteranno complementari, visto che solo su fisso gli utenti avranno una qualità garantita. I mobili inoltre tenderanno a segmentare molto le offerte di banda larga mobile per le diverse esigenze degli utenti (vari livelli di velocità massima e di applicazioni internet supportate). Questi fattori contribuiranno a distinguere le offerte e i servizi Adsl da quelli mobili.

È possibile tuttavia, comunque, che crescerà il numero di utenti che si potranno accontentare della banda larga mobile, se questa migliorerà grazie all’Lte. Incideranno anche i passi avanti dell’Umts/Hspa, in termini sia di qualità sia di copertura, grazie a vari fattori: l’estensione dei 42 Mbps, l’offloading dell’attuale rete per l’avvento dell’Lte e il refarming Umts 900.

Telecom e Vodafone l’hanno già cominciato, spostando sulle frequenze 900 MHz i servizi Umts/Hspa; 3 Italia e Wind partiranno tra fine anno e inizi del 2012. Il risultato sarà una copertura Umts/Hspa pari all’attuale Gsm (oltre 99% della popolazione).

Lo scenario che comincerà a delinearsi tra poco più di un anno è il seguente: banda larga mobile a 42 Mbps per tutti e, per quasi tutti, a 100 Mbps. Teorici, ovviamente. Com’è teorico che il governo riuscirà a togliere gli 800 MHz alle emittenti locali, che hanno appena cominciato a fare battaglia.

31 Ottobre 2011