Zte getta la spugna: per ora niente accordi con gli operatori Usa

SICUREZZA

L'annuncio di Hou Weigui, presidente della società: troppo forti gli ostacoli politici, rimandato per il momento ogni tentativo di accordo con operatori per attrezzature di rete Tlc core

di Patrizia Licata
La cinese Zte rinuncia, almeno per ora, a contratti con operatori americani che riguardino attrezzature di rete di telecomunicazione core, consapevole degli ostacoli polici che probabilmente si frapporrebbero ad accordi del genere. A dichiararlo è lo stesso presidente di Zte, Hou Weigui, come riportato dal sito Total Telecom.

Zte è ormai uno dei maggiori fornitori mondiali di hardware per telecomunicazioni e protagonista di una decisa strategia di espansione verso i mercati sviluppati, ma sia negli Stati Uniti che in Europa ha dovuto scontrarsi con una certa resistenza politica. I timori delle autorità occidentali sono legati alla sicurezza delle infrastrutture critiche: gli americani, per esempio, temono che i vendor cinesi possano “spiare” con sistemi occulti le loro reti di telecomunicazione su cui transitano informazioni sensibili.

I commenti di Hou suggeriscono che, almeno nel breve periodo, Zte ritiene che non possa far molto per rassicurare gli Stati Uniti e alleviare i timori legati alla sicurezza nazionale. “Zte non cercherà accordi nelle attrezzature core con aziende come Sprint Nextel, At&t, Verizon Wireless o T-Mobile Usa”, ha dichiarato Hou in un’intervista. 
"Non ha senso sprecare tutte le nostre energie per questo obiettivo. L’anno scorso abbiamo imparato la lezione”, ha aggiunto riferendosi a quando i timori del governo americano hanno impedito la firma di un accordo sulle attrezzature di rete con Sprint. Hou ha tuttavia aggiunto che Zte è molto attiva nel fornire cellulari e modem wireless ai principali carrier americani e il business è in crescita.

Alcuni politici americani hanno accusato Zte (e l’altro grande vendor cinese di attrezzature, Huawei) di rappresentare una potenziale minaccia per la sicurezza nazionale. Quattro parlamentari hanno mandato l’anno scorso una lettera che invitava la Federal Communications Commission a valutare più da vicino il business di Zte e di Huawei e a considerare limitazioni alle attività che le due cinesi possono condurre negli Stati Uniti.

Allora Zte aveva replicato che la lettera presentava una descrizione falsa della compagnia e delle sue attività e anche Huawei ha sempre negato di avere legami con il governo e l’apparato militare cinese.

31 Ottobre 2011