Maxi-emendamento: fondi Cdp per la banda larga

LA BOZZA

La bozza approvata ieri sera dal Consiglio dei ministri prevede misure a favore della realizzazione delle nuove reti ultrabroadband e dell'azzeramento del digital divide. A disposizione anche le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione e dei fondi strutturali 2014-2020. Si partirà dai distretti industriali

di Mila Fiordalisi
Ci sono anche misure a favore della banda larga nella bozza del maxi-emendamento alla legge di Stabilità approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri. Il testo, che la prossima settimana sbarcherà al Senato, prevede che per il finanziamento delle reti di nuova generazione nonché per il completamento del piano anti digital divide si attingerà alle risorse della Cassa depositi e prestiti e a quelle del Fondo per lo sviluppo e la coesione e dai fondi strutturali 2014-2020.

Il Progetto strategico per la banda larga - così è stato definito all'interno del testo - farà leva sul principio di sussidiareità: i fondi pubblici saranno destinati ai progetti nelle aree a cosiddetto fallimento di mercato ossia non reddititizie per gli operatori di Tlc che dunque non prevedono di assicurare la copertura con le reti di nuova generazione. Le modalità di coinvolgimento degli operatori dovranno essere definite.

Stando alla bozza la posa della fibra partirà dai distretti industriali e per velocizzare il roll out dell'ultrabroadband saranno utilizzati anche collegamenti ad alta velocità senza fili.

03 Novembre 2011