Android, 2 miliardi di riparazioni: tutti a carico degli operatori

SMARTPHONE

Un'analisi della società Wds rivela che gli smartphone che girano sul sistema di Google presentano più frequentemente problemi di hardware failure: "Un nodo dovuto alla frammentazione dell'ecosistema"

di Patrizia Licata
La restituzione, sostituzione e riparazione degli smartphone Android costa agli operatori mobili fino a 2 miliardi di dollari l’anno: secondo la società dei servizi wireless Wds, i costosi problemi hardware sono più comuni sui device Android che sugli Apple iPhone o sui cellulari BlackBerry di Research In Motion, che esercitano un controllo più severo dulle componenti utilizzate nei loro telefoni.

La società ha analizzato da vicino i quattro sistemi operativi mobili dominanti e scoperto che la frammentazione dell'ecosistema Android porta in media a una maggiore propensione alla “hardware failure” per i cellulari basati sulla piattaforma di Google: il 14% delle richieste di assistenza tecnica per i cellulari Android riguarda l’hardware contro l’11% per Windows Phone, il 7% per iOS e il 6% per BlackBerry Os.

“Occorre chiarire che la nostra analisi non ha trovato errori inerenti al software Android”, chiarisce Tim Deluca-Smith, vice president of marketing di Wds. “La sua apertura ha permesso all’ecosistema di crescere in modo fenomenale ed è proprio la gestione di questo successo la parte difficile”.

Secondo Wds, infatti, l’introduzione di hardware low-cost (telefonini a prezzi molto economici, spesso di vendor asiatici poco conosciuti), le tante personalizzazioni del software e la necessità di distribuire gli aggiornamenti dell’Os ai consumatori mettono pressione sugli operatori perché possono aumentare i casi in cui sono necessarie riparazioni e assistenza.

"Il prezzo con cui vengono prodotti e poi venduti molti dei device Android può sembrare molto attraente, ma quando si guarda al total cost of ownership è tutta un’altra storia", afferma Deluca-Smith. I problemi dell’hardware sono una preoccupazione per i carrier perché costosi da riparare. Mentre gli errori nel software o nella configurazione si possono ovviare anche con collegamenti da remoto col customer service o aggiornamenti online, se qualche componente hardware non funziona, l’utente restituisce il cellulare e l’operatore deve occuparsi della riparazione o sostituzione, con costi che secondo Wds ammontano a una media di 80 sterline a device.

Perciò, conclude Wds, anche se Android ha aiutato a portare gli smartphone al mercato di massa (ha uno share globale del 57% nel terzo trimestre, secondo Canalys), il suo successo comporta dei costi, soprattutto quando gli operatori telecom supportano device economici di marchi sconosciuti. Per Deluca-Smith, "Al momento, Android è un po’ un Far west”.

03 Novembre 2011