Smartphone sotto attacco: in quattro mesi malware a +800%

MOBILE SECURITY

Get Safe Online mette in guardia gli utenti: le applicazioni maligne nascoste negli store virtuali sono in forte aumento. "Bisogna proteggere i terminali"

di Patrizia Licata
Il malware che attacca gli smartphone è una minaccia sempre più preoccupante: le proporzioni del fenomeno sarebbero enormi, stando a una ricerca condotta in Gran Bretagna e resa nota questa settimana nell’ambito dell’iniziativa Get Safe Online promossa dal governo, il cui obiettivo, come dice il nome, è far conoscere ai cittadini britannici i rischi di Internet e promuovere una navigazione sicura.

Lo studio rivela che il 17% degli utenti di smartphone in Uk usa il cellulare per transazioni in denaro e il 22% scarica nuove applicazioni almeno una volta al mese; tuttavia sempre più codici maligni affollano gli app store globali, l’800% in più oggi rispetto a quattro mesi fa, mascherati spesso sotto la veste di giochi online o addirittura di strumenti per la security.

Una volta scaricato, il malware permette ai criminali di controllare il telefono della vittima, effettuando chiamate, spedendo e intercettando sms e messaggi di voicemail, navigando Internet e scaricando continuti online. I codici maligni ossono anche consentire di accedere a tutti i dati personali e di pagamento dell’utente conservati sul telefono e mandare spam verso altri smartphone.

"Sempre più persone usano lo smartphone per trasmettere informazioni personali e finanziarie su Internet, che sia per fare shopping, online banking o usare i social network. I criminali lo sanno, perciò occorre prestare molta attenzione”, ha dichiarato Francis Maude, ministro britannico della for Cyber Security.

Rik Ferguson, direttore di GetSafeOnline.org e della security research di Trend Micro, ha aggiunto: "Ora che gli utenti installano e rimuovono applicazioni con sempre maggiore frequenza, le chance di incappare in un’applicazione maligna sono quanto mai elevate. Esistono soluzioni di sicurezza per smartphone, come prodotti anti-virus o anti-malware, ma oggi non sono molto adottati. Occorre che diventino la regola”.

10 Novembre 2011