La crisi spagnola trascina i risultati di Telefonica

TRIMESTRALE

Nel terzo trimestre il gruppo registra una perdita netta di 429 milioni di euro. Pesano i costi per i licenziamenti e la contrazione delle entrate in Spagna. In aumento però i clienti in America Latina dove l'azienda si concentra per continuare a crescere

di Patrizia Licata
Non basta la crescita sui mercati sud-americani: i risultati finanziari di Telefonica sono trascinati in basso dalla crisi spagnola. Così la più grande compagnia telefonica europea per valore di mercato è costretta a registrare nel terzo trimestre la prima perdita trimestrale netta in nove anni, pari a 429 milioni di euro, a causa dei costi per i licenziamenti (2,6 miliardi di euro). Gli analisti avevano previsto una perdita di 213 milioni, praticamente la metà, secondo le stime riportate da Bloomberg.

Sui conti pesa anche la contrazione delle entrate in Spagna, dove i clienti abbandonano Telefonica a favore di operatori concorrenti che offrono tariffe più economiche: le vendite spagnole del gruppo guidato da Cesar Alierta sono scese dell’8,8% a 4,31 miliardi di euro, mentre le vendite complessive sono aumentate del 3,7% a 15,8 miliardi. Il fatturato in America Latina è salito nel terzo trimestre del 18% a 7,4 miliardi di euro.

Alierta si è impegnato a ridurre la forza lavoro in Spagna, evitare grosse operazioni di M&A e ridimensionare il debito per restituire fiducia agli investirori (il titolo di Telefonica ha perso circa il 18% quest’anno). A settembre, inoltre, il Ceo ha incorporato la unit domestica di Telefonica nella divisione europea e rinnovato il management regionale, mettendo Jose Maria Alvarez-Pallete a capo dell’Europa e Santiago Fernandez Valbuena alla guida della divisione America Latina. Telefonica ha anche creato una unit per il business digitale a Londra, ma soprattutto punta sul Sud America, dove ha acquisito il pieno controllo di Vivo, per tornare a crescere.

Telefonica ha anche riportato i risultati riferiti ai primi nove mesi del 2011, ma la situazione non cambia: le revenues sono cresciute complessivamente del 5,4% rispetto a un anno prima, a 46,67 miliardi di euro, ma sul mercato spagnolo sono scese del 7% a poco più di 13 miliardi, mentre le revenues di Telefonica Europe sono calate dello 0,4% a 11,5 miliardi di euro. L’America Latina si conferma il business vincente, con una crescita delle entrate del 18% a 21,5 miliardi. L’Oibda è sceso nei primi nove mesi del 2011 del 4,5% a 14,25 miliardi di euro, mentre l’utile netto crolla a 2,73 miliardi da 8,94 miliardi di un anno prima (sempre a causa dei 2,6 miliardi di costi per i tagli sulla forza-lavoro, quasi tutti in Spagna). Migliora dell’11,6% il flusso di cassa libero nei primi nove mesi, a 5,70 miliardi di euro, mentre il capex ha subito una flessione dell’8,5% a 6,63 miliardi.

11 Novembre 2011