Berners-Lee: "L'Italia deve colmare il digital gap"

L'INTERVISTA

Il padre del World Wide Web: "Meglio puntare alla banda larga minima per tutti che concentrarsi sulla velocità di navigazione". Per spingere la diffusione delle connessioni "servono luoghi pubblici"

di F.Me.
L’Italia deve puntare a portare la banda larga a tutti invece di concentrarsi sulla velocità di navigazione. A dirlo è Tim Berners Lee, padre del World Wide Web, intervistato da la Repubblica in occasione del 20° compleanno di Internet. Secondo Berners-Lee l'ubiquità della Rete è più importante della velocità.

“La velocità è importante se vuoi vedere un video in alta definizione – spiega - ma l'ubiquità, anche con connessioni più lente, significa che puoi ricevere e spedire la posta e far parte dell'economia digitale. E poi dando una banda larga minima a tutti si possono spostare i pagamenti pubblici online risparmiando un sacco di soldi”. Insomma il padre del "www" è convinto che il nostro Paese debba fare “un grande sforzo per colmare il divario digitale, per portare la Rete anche nelle aree rurali e in quei luoghi dove c'è gente che semplicemente non ha ancora imparato ad usare questa tecnologia”. Questo si potrebbe fare anche diffondendo luoghi pubblici dove tutti possono usufruire della Rete. “Immagino Internet-Point nelle piccole città e nei paesini dove andare per pagare il bollo dell'auto online, o cercare un lavoro, ritrovare i parenti che si sono persi di vista da tempo, mettere in vendita la macchina, insomma fare quelle cose che la gente ancora non sa fare online".

Rispetto alla direzione presa dall’Italia – ovvero portare la banda ultralarga nelle grandi città e nelle aree industriali – Berners-Lee sottolinea che il punto della questione è come rendere il Paese più operativo e funzionale. “Si tratta di capire se un Paese è serio oppure no – puntualizza - È un Paese serio quello in cui non si riescono a raggiungere contemporaneamente tutte le persone, e la gente non è informata tempestivamente su quello che succede, e non è in grado di rispondere alle emergenze? No, non è un Paese dove investire".

L’analisi di Berners-Lee si sofferma anche sulle strategie di open data e open government. "Un governo digitale è molto più efficiente di un governo basato sulla carta, perciò prima il Paese abbatte il digital divide e meglio è – dice - Ma l'Open government vuol dire arrivare a coinvolgere i cittadini per ottenere un feedback e magari una consulenza spontanea.

"I dati che il governo ha nei suoi archivi sono una risorsa preziosa per migliorarci la vita. Sapere, ad esempio, se un certo treno è in funzione e sta viaggiando, quali strade hanno delle buche, dove si trova la posta più vicina, il numero di crimini commessi in una determinata area del Paese, dove sono custoditi i piani di emergenza anti-alluvione – puntualizza - Essere in possesso di questo tipo di informazioni può far prendere decisioni migliori. E poi, c'è la trasparenza, che alcuni mettono al primo posto. In Gran Bretagna sta diventando normale che i dati relativi alla spesa pubblica siano "aperti". Il Web è il luogo dove tutti possono verificare come vengono spesi i soldi dei cittadini".

Il padre del Web analizza anche le trasformazioni del Web da 20 anni a questa parte. "Sono molto contento della quantità incredibile di cose successe, ma purtroppo non vedo tanta gente che usa il Web in modo efficace per realizzare nuove idee – ammette - Internet è nato come piattaforma per lavorare insieme, e invece quasi tutti si limitano a usarlo per leggere e basta. Evidentemente gli strumenti di collaborazione che abbiamo non sono ancora adeguati".

Infine focus sui progetti futuri che riguardano in particolar modo il Web semantico. “Il Web semantico riguarda i dati, mentre i motori di ricerca lavorano con documenti ipertestuali. La sfida dei motori di ricerca è stata di cercare di creare una struttura dove non c'era alcuna struttura, tentando di infondere ordine e significato laddove non vi erano né ordine né significato; mentre con i dati l'ordine e il significato ci sono già – conclude - Quando si dispone di dati in un archivio, essi sono già ben ordinati e ben strutturati e hanno un significato molto più definito di gran parte dei contenuti presenti sul Web. Adesso finalmente sempre più persone stanno capendo il valore dei "linked open data". Sarà così il nuovo Web e sarà più intelligente".

La sua vision sul futuro del Web, Berners-Lee l'ha rilanciata anche oggi a Roma in occcasione dell'iniziativa "Happy Birthday Web". "Dobbiamo iniziare a parlare di diritto all'accesso al web e anche di diritto a non essere spiati - ha detto - Dobbiamo fare in modo che Internet resti gratuito, aperto e neutrale''.

''Oramai tutto il mondo è online e i governi devono utilizzare il web come supporto perché aumenta l'efficienza e l'accessibilità ai dati, le persone che votano devono essere informate'', ha aggiunto Berners-Lee, spiegando che man mano che la piattaforma cresce e si irrobustisce ''bisogna lavorare per ridurre il divario tra chi lo usa o chi no, cercando di non lasciare indietro gli anziani. In Italia è connesso al web il 51% della popolazione, è una dato su cui bisogna lavorare. Tutti devono far parte della società dell'informazione''.

14 Novembre 2011