Tiscali riparte, l'Antitrust dà l'ok alla cessione Uk

TLC

Sì dell'Assemblea all'aumento di capitale. Rosso: "Tiscali sta lavorando ad un processo di snellimento della stuttura sia sul fronte organizzativo sia su quello della governance"

L'Antitrust europeo ha dato il via libera all'acquisizione delle attività britanniche di Tiscali da parte di Carphone Warehouse. La società sarda aveva ceduto le attività al gruppo britannico per 265 milioni di euro. L'operazione, secondo la Ue, non pone problemi di concorrenza. Carphone Warehouse, che ha ottenuto il via libera per acquisire Tiscali Uk, vende telefoni cellulari, connessioni per telefonia mobile e dispositivi connessi come i laptop. Nel Regno Unito funge da provider di accesso Internet a banda larga e stretta, operatore di servizi di telecomunicazione fissa e mobile e operatore virtuale di rete mobile (MVNO) per privati e imprese. Le attività di Carphone Warehouse e Tiscali Uk si sovrappongono orizzontalmente nella fornitura di accesso Internet al dettaglio e all'ingrosso, nonché nei servizi di telefonia fissa. L'analisi dell'operazione - precisa la Commissione - si è concentrata in particolare sul settore nazionale dei servizi a banda larga, dove l'impresa risultante dalla concentrazione diventerà uno dei principali concorrenti dell'operatore storico BT.

Tuttavia, l'esame dell'acquisizione - precisa Bruxelles - "ha dimostrato che nessuno dei mercati sopraindicati desterebbe preoccupazioni sotto il profilo della concorrenza". La nuova impresa "continuerà ad essere in concorrenza con un certo numero di operatori alternativi forti, tra cui quelli basati su piattaforma via cavo. Sta inoltre aumentando la concorrenza di altre tecnologie come le telecomunicazioni mobili".

La cessione comporterà “un’importante minusvalenza” che “non avrà però conseguenze problematiche per il gruppo” ha commentato l’Ad Tiscali Mario Rosso a Londra per definire il closing. Intanto l'assemblea straordinaria degli azionisti di Tiscali ha approvato le operazioni di riduzione e di successivo aumento del capitale proposte dal consiglio di amministrazione. In particolare i soci hanno dato il via libera all'eliminazione del valore nominale delle azioni ordinarie attualmente in circolazione. Successivamente l'assemblea ha approvato la riduzione del capitale sociale da 308,27 milioni a 156,07 milioni di euro, per assorbire totalmente le perdite rilevate lo scorso 31 marzo. Quindi gli azionisti hanno dato il via libera ai due aumenti di capitale previsti, uno fino a 190 milioni di euro ed un secondo aumento per un massimo di 46,5 milioni di euro. I soci infine hanno delegato il consiglio di amministrazione per un periodo massimo di 3 anni ad eseguire un terzo aumento di capitale, fino ad un importo massimo di 25 milioni di euro. I primi due aumenti di capitale saranno offerti al mercato e sottoscritti, rispettivamente, entro la fine dell'esercizio in corso ed entro il primo trimestre del 2010, mentre il nuovo piano industriale ed il piano finanziario saranno presentati al mercato “coerentemente con la tempistica prevista per gli aumenti di capitale e comunque prima dell'esecuzione degli stessi”.

Il primo aumento da 190 milioni è finalizzato alla copertura di una parte del debito del gruppo ed è garantito per circa 32 milioni di euro da Renato Soru, azionista di riferimento e fondatore del gruppo stesso, e per 10 milioni di sterline, 11 milioni di euro circa, da Video Networks International, socio di minoranza di Tiscali Uk. La quota rimanente è garantita dai “creditori senior”, che hanno espresso la propria disponibilità a stralciare una porzione dei propri crediti pari a 0,31 euro. Quanto al secondo aumento, fino ad un massimo di 46,5 milioni di euro, l'importo totale sarà determinato in funzione dell'ammontare delle sottoscrizioni per cassa del primo aumento. Quanto al piano industriale di Tiscali “sarà pronto prima dell'esecuzione dell'aumento di capitale, previsto per l'autunno”, ha spiegato Mario Rosso, aggiungendo che Tiscali Italia sta lavorando a un “processo di snellimento della struttura sia sul fronte organizzativo sia su quello della governance”, sempre nell'ambito del piano di ristrutturazione del gruppo, conlcluso il quale "Tiscali continuerà ad andare avanti da sola, anche se al momento è impossibile fare previsioni”.

01 Luglio 2009