Google & Co. contro la nuova legge anti-pirateria Usa

IP PROTECT ACT

Le Web company fanno fronte comune per evitare l'entrata in vigore dell'Ip Protect Act che prevede la chiusura dei siti che violano il copyright. "Così si puniscono utenti e aziende che rispettano la legge". Page: "Misure draconiane"

di Federica Meta
Le Web company scendono in campo contro il Protect IP Act. Le maggiori società, tra cui spiccano Google, Facebook, Twitter, Zynga, eBay, Mozilla, Yahoo, Aol e LinkedIn hanno inviato una lettera al Congresso Usa nella quale si sottolinea che il nuovo provvedimento metterebbe “a serio rischio i continui passi avanti innovativi e la creazione di posti di lavoro nell’industria, così come la sicurezza sul web”.

Il disegno di legge al vaglio del Congresso propone nuovi poteri per chiudere i siti web coinvolti nella violazione della proprietà intellettuale, come per i download illegali e la vendita di farmaci contraffatti.
“Sosteniamo gli obiettivi dichiarati – prosegue la missiva - di fornire strumenti supplementari per combattere i siti dedicati alla violazione del copyright o alla contraffazione. Però purtroppo, norme così formulate esporrebbero gli utenti statunitensi rispettosi della legge e le aziende tecnologiche impegni incerti e mandati tecnologici che richiedono un monitoraggio costante dei siti web”.

Le società si dicono particolarmente preoccupate per gli aspetti della legislazione che minerebbero il cosiddetto “porto sicuro”, ovvero le protezioni concesse ai fornitori di servizi Internet dalle precedenti leggi. Il porto sicuro ha consentito ,ad esempio, a Google di offrire servizi di blogging senza il timore di incappare di azioni legali per violazioni di copyright, a patto che fossero eliminati i contenuti illegali i casi di notifica da parte del titolare dei diritti d’autore.

“Fin dalla loro promulgazione nel 1998 – puntualizzano - i porto sicuri sono diventati una pietra miliare di Internet negli Stati Uniti, della crescita del settore tecnologico e del suo successo”- Infine i big player del Web lamentano che il nuovo li costringerà a monitorare costantemente i propri servizi per bloccare possibili infrazioni.

Tra i manager più battaglieri c'è il Larry Page che ha definito "draconiane" le nuove norme. "Questo disegno di legge - ha rimarcato - imporrebbe agli Isp di eliminare gli Url dal web, sistema che è anche conosciuto come censura, l’ultima volta che ho controllato”.

17 Novembre 2011