Ngn, Agcom: "Obbligo di condivisione in caso di bottleneck"

IL NUOVO REGOLAMENTO

Il nuovo Regolamento dell'Authority dispone che le infrastrutture esistenti dovranno essere condivise in caso non sia possibile la loro replicabilità per motivi tecnici ed economici. Via alle linee guida per i Comuni e al catasto per le infrastrutture. E alle regole per la realizzazione di reti dorsali

di Mila Fiordalisi
Gli operatori di Tlc dovranno rendere possibile l'accesso alle proprie infrastrutture Ngn in caso di bottleneck. E' quanto stabilisce il "Regolamento in materia di diritti di installazione di reti di comunicazione elettronica per collegamenti dorsali e coubicazione e condivisione di infrastrutture”, approvato oggi dal Consiglio dell’Agcom presieduto da Corrado Calabrò.

Il provvedimento è stato adottato a termine di un’ampia consultazione pubblica che ha coinvolto i principali operatori di comunicazione elettronica, i proprietari di infrastrutture e gli Enti locali, fornisce una serie di regole finalizzate all’incentivazione dello sviluppo di reti a banda larga.

Il Regolamento stabilisce in quali casi le telco dovranno condividere le loro infrastrutture in fibra per favorire il roll out dei servizi di nuova generazione. “L’Agcom ha facoltà di imporre la condivisione delle infrastrutture in due casi – spiega al Corriere delle Comunicazioni Giovanni Santella, responsabile dell’ufficio Rapporti fra operatori della Direzione Reti e servizi di comunicazione elettronica dell’Agcom -. Quando non ci sono alternative praticabili per motivi di sicurezza e salute pubblica, tutela ambientale e pianificazione urbanistica, misura peraltro già contenuta nel Codice delle Comunicazioni. E poi, e questa è una novità, in presenza di bottleneck, vale a dire quando la replicabilità dell’infrastruttura esistente è impraticabile sia per motivi tecnici sia economici. Ad esempio a livello dell’ultimo tratto di collegamento oppure all’interno degli armadi negli edifici per i collegamenti verticali”.

Ovviamente gli operatori dovranno dimostrare che la replicabilità dell’infrastruttura non sia effettivamente praticabile e la questione dovrà essere sottoposta a consultazione pubblica.

Le nuove regole in capo agli operatori rappresentano di fatto l’attuazione della Direttiva 140/2009 ossia del Telecoms Package. Ma per il recepimento l’Italia ha già accumulato un ritardo di sei mesi: il recepimento del Telecoms Package da parte degli Stati membri era fissato entro maggio 2011.

Fra le novità istituite dal Regolamento anche l'avvio del Catasto delle infrastrutture di rete, il cui tavolo tecnico, in seno all'Agcom, per la definizione delle specifiche sarà avviato - annuncia Santella al Corriere delle Comunicazioni - a inizio 2012.

Oltre all'istituzione del Catasto, in forza della legge 133/2008 il provvedimento definisce le regole per l'accesso da parte degli operatori alle infrastrutture pubbliche (strade, autostrade ecc). utili alla realizzazione di reti dorsali a banda larga.

Il regolamento prevede l’obbligo da parte dei titolari delle stesse di pubblicare le procedure per l’accesso alle infrastrutture e i relativi oneri che dovranno essere conformi a quando indicato dal Codice delle Comunicazioni elettroniche ossia in linea con la normativa vigente. “La trasparenza sulle procedure e sugli oneri è molto importante – sottolinea Santella -. Spesso sono state segnalate situazioni anomale con l’applicazione di canoni non conformi alla legge. Ora i titolari delle infrastrutture dovranno adeguarsi e operare conformemente alle prescrizioni normative”.

L’altra grande novità del Regolamento è rappresentata dalla messa a punto delle Linee guida per i Comuni: “Non si tratta di disposizioni vincolanti ma di indicazioni utili per i Comuni, un atto di indirizzo che mira a uniformare la predisposizione dei regolamenti per l’accesso alle infrastrutture da parte degli operatori di Tlc, che siano uniformi a livello nazionale”, spiega ancora Santella. “Le linee guida in sostanza mirano a semplificare le procedure e armonizzare le regole”.

22 Novembre 2011