Telecoms Package: Italia a rischio sanzioni

UNIONE EUROPEA

Bruxelles sollecita il nostro Paese, in ritardo di sei mesi, a recepire il pacchetto di norme, soprattutto nella parte riguardante telefonia fissa, servizi mobili e accesso a Internet. "Avvertiti" altri 15 stati membri

di E.L.
Nuova sollecitazione da parte della Commissione Ue all'Italia ad adeguarsi alle norme europee sulle telecomunicazioni, in particolare a quelle che garantiscono più diritti ai consumatori in materia di telefonia fissa, servizi mobili, accesso a internet e migliore protezione della privacy.

La Commissione ha inviato oggi le proprie richieste in forma di "parere motivato" all'Italia e ad altri 15 stati membri (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Francia, Germania, Grecia, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Romania, Slovenia, Spagna e Ungheria), avvertendo che chi non recepirà integralmente la nuova normativa rischia di essere deferito alla Corte di giustizia Ue e di vedersi comminare sanzioni pecuniarie.

Il cosiddetto "pacchetto telecom", o la maxi-riforma delle tlc europee, è stata approvato a novembre 2009 e gli Stati membri avevano fino al 29 maggio 2011 per recepire le sue regole. Nel luglio 2011 la Commissione aveva già scritto all'Italia e ad altri 19 Stati membri chiedendo ulteriori informazioni sul processo di attuazione del pacchetto.

La riforma, che ha creato un'Authority centrale, rafforzato il controllo di Bruxelles sul settore, ha anche ampliato i diritti dei consumatori. In base alle nuove norme, si può infatti cambiare operatore telefonico, fisso o mobile, in un solo giorno e conservando il proprio numero. Inoltre, i cittadini devono essere meglio informati sui servizi che sottoscrivono e devono avere l'opzione di firmare un contratto con gli operatori di telefonia che non duri più di un anno.

24 Novembre 2011