Golden share, la Ue rimanda di un mese il deferimento dell'Italia

LA DECISIONE

Slitta il ricorso alla Corte di Giustizia europea. Bruxelles: "Gli ultimi contatti con il governo di Roma suggeriscono che il Paese si metterà presto in regola"

di E.L.
Un mese di tempo all'Italia prima del deferimento alla Corte di giustizia Ue per la questione della Golden share: è quanto ha stabilito oggi la Commissione Ue, precisando che "gli ultimi contatti con le autorità di Roma suggeriscono che a breve l'Italia si metterà in regola e quindi Bruxelles ha deciso di rimandare di un mese il deferimento".

La decisione del deferimento è stata presa perchè le golden share previste negli statuti di Enel, Eni, Telecom Italia e Finmeccanica "impongono restrizioni ingiustificate alla libera circolazione dei capitali e al diritto di stabilimento". La golden share del governo garantisce poteri speciali nelle società privatizzate che operano in settori considerati strategici. Essa concede allo stato il il potere di opporsi sia all'acquisto di azioni sia alla conclusione di parte tra gli azionisti che detengono una determinata quota del diritto di voto (pari al 5% o inferiore).

Inoltre lo stato può opporsi a decisioni di strategia aziendale come fusioni o scorporazioni. I contatti avuti a Bruxelles martedì scorso dal premier Mario Monti hanno indotto la Commissione "a prevedere che entro breve l'Italia riuscirà a conformarsi alla legislazione Ue", convincendo così l'esecutivo "a rimandare di un mese l'esecuzione della decisione di rinvio dinanzi alla Corte".

24 Novembre 2011