At&t accantona 4 miliardi: in bilico il merger con T-Mobile

BILANCIO

La telco americana ha messo in bilancio l'importo come "perdita" relativa al mancato deal. Ritirata la richiesta di approvazione del merger alla Fcc

di Patrizia Licata
At&t crede sempre di meno nella possibilità di portare a casa l’accordo di acquisizione di T-Mobile Usa. Tanto da registrarne già le conseguenze sui conti: la telco americana ha deciso di mettere nel proprio bilancio una perdita di 4 miliardi di dollari, pari ai costi della possibile interruzione del deal. At&t e T-Mobile Usa hanno anche ritirato la richiesta di approvazione presso la Federal communications commission per concentrarsi sull’ottenimento del via libera del dipartimento di Giustizia, che come noto ha in corso una causa contro il mega-merger.

“Quello che ci dicono queste manovre di At&t è che i consulenti della telecom hanno concluso che il deal probabilmente fallirà e hanno spinto l’azienda a registrarne i costi”, commenta Will Draper, analista dell’Espirito Santo a Londra, secondo cui le chance che la fusione vada in porto sono ora circa il 10%, contro la precedente stima del 25%.

Il costo di 4 miliardi messo in conto da At&t include i 3 miliardi cash e il miliardo in valore dello spettro mobile che l'americana dovrà versare a Deutsche Telekom come penale se la transazione non sarà effettuata. “At&t e Deutsche Telekom continuano comunque a perseguire l’obiettivo di vendere le attività mobili americane di Deutsche Telekom a At&t e stanno prendendo queste misure per agevolare la considerazione di tutte le opzioni da parte della Fcc e focalizzare i propri sforzi sull’ottenimento del via libera antitrust da parte del dipartimento di Giustizia”, dichiara At&t.

“E’ un cammino tutto in salita per Deutsche Telekom e At&t”, osserva Jan Goehmann, analista di Norddeutsche Landesbank Girozentrale ad Hannover. “Sicuramente dovranno modificare i progetti originari”.

At&t e Deutsche Telekom pensano comunque di ripresentare la richiesta di approvazione alla Fcc in un secondo tempo, “non appena sarà opportuno”, fanno sapere. “Non significa che abbiamo rinunciato all’operazione”, aggiunge un portavoce della telco tedesca.

Ma anche se At&t dovrà addossarsi costi non indifferenti, il fallimento del merger danneggerà ancor più gravemente Deutsche Telekom, sia dal punto di vista operativo che finanziario, secondo Moody's Investors Service. L’agenzia di rating prevede infatti che la tedesca sceglierà probabilmente di uscire dal mercato americano, anche se l’accordo non andrà in porto. Se invece resterà negli Stati Uniti, dovrà aumentare la propria competitività, per esempio con accordi di network-sharing con gli altri operatori.

Come noto, la fusione tra At&t e T-Mobile creerebbe il maggior carrier wireless americano per abbonati, con uno share di mercato di circa il 43%. Non solo le concorrenti Verizon e Sprint Nextel, ma anche il dipartimento di Giustizia e la Fcc vedono un forte rischio di concentrazione. Per Moody’s le probabilità che il deal si faccia sono scese sotto il 50% e comunque per ottenere il via libera delle autorità At&t dovrà adattarsi a dei compromessi, tra cui vendere almeno il 25% degli asset di T-Mobile.



25 Novembre 2011